Nuova pagina e un avviso

Continuiamo nell’impegno di aggiornare e arricchire il blog, oggi nasce uno spazio dedicato ai video e ai podcast, nel quale, tra l’altro è stata inserita la prima serie di brevi video, 14 puntate in tutto, intitolata “Come funziona un bambino”, andati in onda nel 2020 su Sky Tg24. Qui, come in un racconto dalla trama precisa, è disegnato un profilo della personalità del bambino, attraverso la messa in rilievo di caratteristiche fondamentali della sua natura.
Seguono alcuni podcast.
Presto avremo degli aggiornamenti, conterei di caricare la seconda serie prodotta con Sky, relativa a bambini, ragazzi e pandemia.

AVVISO
L’avviso, invece riguarda, gli iscritti.
Il blog, come sapete, non va sui social, proprio per evitare inutili spettacolarizzazioni, punta invece a creare una piccola comunità di persone davvero interessate e partecipi. Questo risultato è stato in parte raggiunto, abbiamo un ragguardevole numero di iscritti, semmai ora dobbiamo allenare l’interazione, che significa arricchimento reciproco attraverso la messa in comune di esperienze e competenze.
Infine, la preparazione di un post e la cura delle pagine richiedono impegno e attenzione, soprattutto se, come nel nostro caso, si vuole costruire una piattaforma di riflessione fondata sul ragionamento e non sulle affermazioni a effetto. Per questo motivo ricordo che chiunque desiderasse cancellare la propria iscrizione e non ricevere nuovi contenuti troverà un link dedicato in calce a tutte le email inviate dal sito.

6 pensieri riguardo “Nuova pagina e un avviso

  1. serie di video molto interessante (ed emozionante) che fa venire mille spunti e domande, mi limito a un paio: consiglierebbe la visione a ragazzi adolescenti? mi rendo conto che, come chiaramente espresso proprio nei video, ogni bambino è una “questione a se” e che quindi non ci sarà una ricetta nemmeno per questo tipo di dubbi, ma volevo genericamente capire se secondo lei questi siano appunto contenuti adatti a ragazzi (che definiremmo “svegli”, per farla breve) oppure no. L’altra domanda riguarda le persone con disabilità gravi che non possono comunicare o muoversi come gli altri: il loro senso di inadeguatezza è probabilmente meno decifrabile, il loro “disegno” è forse meno facilmente interpretabile, in questi casi, è sempre l’osservazione in ambito sociale la prima risorsa cui attingere? si procede comunque in maniera analoga, rafforzando la loro possibilità di dare un contributo prosociale, come immagino?
    in ultimo segnalo che i video 7 e 8 a me risultano identici. buona serata

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    1. I video sono stati pensati per essere alla portata di tutti, anche perché riguardano ogni persona, a prenscindere dall’età. ciò che contengono parla dell’essere umano e i tratti che rileviamo nell’infanzia sono reperibili anche in altre stagioni della vita. C’è una toccante continuità nella nostra esistenza.
      Ovviamente, se parte dei contenuti risultasse ostica per un bambino, una figura educativa può aiutare a superare il gradino.
      Le dinamiche interiori, i suoi bisogni, la meta del loro viaggio, non si discostano da quelli dei loro simili, ossia trovare sicurezza, essere individuati, contare qualcosa per i loro simili. Semmai tali bisogni si possono trasformare in richieste più pressanti, proprio a causa del peso del sentimento di inadeguatezza che una minorità, fisica o psichica, può accrescere, talvolta moltissimo. Per tale ragione, lo sfondo della vita sociale rimane, anche i questi casi, una bussola importante.
      La ringrazio molto per la segnalazione, in effetti gli episiodi 7 e 8 sono il medesimo video. Si tratterà di capire cosa può essere accaduto. Faremo delle verifiche. Buona serata.

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  2. Buonasera,
    La ringrazio dottore per averci regalato questi video che non esito a definire illuminanti. Vorrei però condividere un mio pensiero sull’ultimo. Concordo con l’idea che gli adulti dovrebbero sentirsi ‘genitori’ di tutti i ragazzi. Abito in un piccolo comune di 500 anime e, come spesso accade, l’unico punto di ritrovo è l’oratorio. Generalmente frequentato da persone anziane, da un paio d’anni è diventato meta anche di un gruppo di giovani tra i 13 e i 17 anni. Nei racconti di mio figlio entrano spesso i nomi di questi nuovi ‘nonni’. I ragazzi si sentono accolti, perché è accaduto che gli anziani avessero preso le loro difese quando giovani adulti hanno avuto atteggiamenti di intolleranza nei loro confronti. Nel contempo da loro accettano, senza lamentarsi, anche i rimproveri se e quando assumono dei comportamenti sbagliati. So per certo che ormai gli anziani cercano la presenza dei ragazzi e questi ultimi non esitano a chiedere loro aiuto. Non so cosa li abbia uniti, forse i giovani si sono sentiti ascoltati e non giudicati, forse agli anziani piace l’energia contagiosa dei giovani; in ogni caso questa forma di educazione, del ‘prendersi cura’ mi piace molto e da genitore la trovo anche rassicurante.

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    1. Buonasera Moira, sono io che la ringrazio per le sue considerazioni, commoventi e illuminanti. Quella sponda tra ragazzi e anziani, dovrebbe farci alzare le antenne, perché le risposte che cerchiamo sono forse sotto il nostro naso. Lei si chiede cosa unisce ragazzi e nonni, forse un comune bisogno di essere accolti, coi primi che ancora non sentono di essere entrati nella cerchio e i secondi che temono di stare per uscirne. Si incontrano sul bordo e si capiscono con uno sguardo.
      Sono contento abbia apprezzato i video, contengono indirettamente la ragione della nascita di questo blog, ossia racuperare la trama della personalità, la sua evidente continuità, rinunciando a quella frammentazione che ci fa perdere il senso del suo sviluppo, rendendoci ciechi e incapaci di trovare risposte .
      Presto sarà postata una seconda serie, dodici video sul tema dei minori e la pandemia. Anche questp sarò un pretesto per liberaci di tanti pregiudizi.

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