La collana dei coraggiosi

Un mondo che non c’era, pieno di angolini nascosti, di personaggi luminosi e di significati da cercare

Ieri è arrivato anche il mio regalo di Natale, lo scoprirete nel video, sarà il pretesto per tornare a parlare di una collana in sei volumi, “Crescere senza effetti collaterali”, che nasce 15 anni anni fa ma sembra ancora un bambino in fasce.
In questo video, e in altri che seguiranno, vorrei raccontarvi la storia e il senso dell’intero progetto, accontentando coloro che avendolo conosciuto vorrebbero scoprirne il retrobottega, incuriosendo chi non ne conosceva l’esistenza.

8 pensieri riguardo “La collana dei coraggiosi

  1. Buon Natale dottor Barrilà! Il dono che ha ricevuto dal suo editore arriverà anche ai lettori che incontreranno quei volumi illuminati e “diretti” ma con garbo, nei messaggi che offrono, con le illustrazioni splendide di Emanuela Bussolati che ho avuto il piacere di conoscere nella mia scuola grazie a Bookcity, ormai anni fa.
    Abbiamo tutti bisogno di coraggio, quello che intende lei…i bambini hanno il diritto di non uniformarsi a standard che adulti sempre più omologati propongono come modello, spesso senza rendersi conto delle fatiche aggiuntive che creano e dei disastri educativi che ne vengono fuori. Buona fortuna a questa collana che viene riproposta non per caso, ma perché i lavori che meritano, come questa speciale collana per bambini appunto, rimangono freschi, utili, efficaci.

    Buon Natale e auguri “coraggiosi”
    con stima

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    1. Grazie Antonella, vedremo nei prossimi video di raccontare anche ciò che non si vede, coglierà ancora meglio il senso di questo
      lavoro a cui abbiamo dato tanti e che ci restituisce ancora di più, una piccola impresa cui molti sono affezionati perché parla della vita reale, toccando temi decisivi rispettando la natura del bambino, soprattutto evitando di trattarlo come una riserva da proteggere.
      I bambini sono in grado di sopportare che la vita può essere ruvida, come lo è stata oggi nel mare Egeo, dove sono morti un trentina di migranti, tra i quali un neonato. Una creatura fatta di carne, come i nostri figli, verso i quali siamo così protettivi da viziarli, ferendo la loro natura sociale.

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  2. Ho incontrato queste pubblicazioni di Domenico qualche anno. Ne ho apprezzato tanto i contenuti divergenti dal consueto e i diversi piani di osservazione proposti nelle pagine. Sono felice per questa ri-nascita e per questo nuovo che sarà narrato attraverso i video. Grazie.
    Il pensare al coraggio mi ha fatto venire a mente un accaduto di qualche giorno fa in una quarta primaria di una scuola nell’estrema periferia sud di Milano. Una bimba si stacca dal gruppo dei suoi compagni indaffarati tra carte, forbici e colori. In quel silenzio denso di operosità mi chiede sottovoce: Tamara, tu sai tutto?. Le rispondo che no, che non so tutto. Che conosco delle cose e che desidero impararne altre. Allora mi avvicino io a lei con una domanda: Ma se io avessi saputo tutto, tu che cosa mi avresti chiesto? Ti avrei chiesto quando finisce il Covid, risponde.
    Queste parole di questa bimba mi stanno interrogando sul coraggio a cui noi adulti siamo chiamati in questo periodo critico e quindi potenzialmente generativo. Con i nostri limiti e le nostre fragilità rassicurare e offrire orizzonti.
    Tamara

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    1. Le tue parole, Tamara, rappresentano lo spirito stesso della collana e, in particolare, del primo volume, Il coraggio di essere coraggiosi, dove è proprio il limite a diventare, sembra incredibile ma la storia dice questo, la causa dei progressi individuali e sociali degli ultimi centinaia di migliaia di anni. Il limite come benedizione, il limite che non ci fa vergognare ma chiedere aiuto e ci stimola a fornirne quando ci viene chiesto. Il limite che diventa possibilità, come un oggetto che avevamo messo in cantina perché di sembrava inutile, invece scopriamo che può rivoluzionarci la vita perché improvvisamente ci fa vedere l’altro, ci mette di fronte, a sorpresa, l’energia sublime e infinita della cooperazione. Ieri, giorno di Natale, è partito dalla Guyana francese, il razzo che porta in orbita il telescopio spaziale James Webb, 12 miliardi di costo, trent’anni di lavoro partiti dalla testa di qualcuno che non sapeva tutto, come te, un dubbio del quale è riuscito a contagiare le migliaia di individui che a quel progetto hanno lavorato.
      Si posizionerà, il telescopio, a un milione e mezzo di chilometri dalla terra, e con il suo specchio, il cui diametro è tre volte più grande di quello di Hubble, esplorerà le profondità dello spazio, fino, mi emoziono solo a pensarlo, a guardare in viso i momenti in cui nasce l’universo. Tutto questo, carissima, perché qualcuno, come te, non aveva risposte da dare e si è messo a cercare aiuto.
      Una cattedrale, quella del sapere, la cui costruzione non finirà mai, fino a quando non coinciderà con l’intero universo e anche allora, ci sarà qualcuno che non saprà qualcosa e si mettere insieme agli altri suoi fratelli per cercare risposte. Grazie.

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  3. Questa è una grande collana, e probabilmente il fatto che lei (prima) non fosse uno scrittore per bambini ha determinato una proposta originale ed inedita.
    Lei parla ai bambini facendosi comprendere e con semplicità, e le illustrazioni di Emanuela Bussolati rendono questa parola ancora più poetica, ma con un linguaggio del tutto privo di banalità e di luoghi comuni.
    Intanto dimostra che si può parlare ai bambini di cose serie e intime e “alte”, e che si può andare oltre Peppa Pig, le Principesse o i Supereroi.
    Poi che si può farlo con rispetto, trattandoli come persone, gli adulti spesso non lo fanno, sia quando parlano, sia quando tacciono.
    Non c’è alcuna sufficienza, non c’e senso di superiorità, zero moralismo in questo suo dialogo coi piccoli.
    E poi la sua concezione del coraggio, che non teme l’insuccesso, perché lo considera un esito possibile, anzi, in definitiva proprio questo è il coraggio, come lei dice, la capacità di tollerare l’insuccesso. Direi che è unica!

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    1. Grazie Gianni, mi piace pensare che i suoi figli siano entrati in contatto con la collana. Lei coglie alcuni aspetti che mi appartengono, se dovessi tornare a scrivere per i bambini, accentuerei questi profili. I bambini devono essere preparati a misurarsi con questo mondo, e per farlo devono sapere che l’interdipendenza è un destino, come lo è valorizzare la propria originalità. Due termini che devono essere coniugati, perché questo arricchisce noi stessi e porta in dote alla collettività un contributo nuovo, che prima di noi non esisteva.

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  4. Conosco la collana da anni, l ‘ho usata con i miei figli, coi miei piccoli alunni dell’ infanzia e consigliata alle mamme dei miei alunni che mi chiedevano aiuto per qualche difficoltà . Ho sempre trovato questi bellissimi libri semplici, essenziali e capaci di andare dritto al cuore delle domande esistenziali che ogni persona, e dunque ogni bambino, si pone: l’ amicizia, la diversità, la vita, il coraggio, l’esistenza di Dio. I poetici disegni di Emanuela Bussolati colorano le preziose parole di Domenico. Mi colpisce, ogni volta che li leggo il grande rispetto per il bambino, in quanto individuo, la capacità di comunicare loro con le parole giuste, efficaci ma veritiere, capaci di far crescere i pensieri di ciascuno che legge, adulto o bambino che sia. Man mano che passa il tempo questa collana diventa sempre più utile in supporto alla franchezza che si dovrebbe avere coi bambini, ma che non si utilizza più, in virtù di un senso di protezione che in realtà non lo è. Penso agli atteggiamenti edulcorati e fasulli di tanti adulti verso i bambini: avrei tanti esempi ma mi fermo qui.

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    1. Mi piace il suo riferimento al rispetto del bambino, allo stesso modo appaiono significative le sue ultime parole, cara Antonella,
      proprio perché provengono dal “fronte”, per così dire. Un discorso a parte merita la franchezza, preoccupazione importante, proprio perché ci riporta al tema primario del rispetto della dignità del piccolo. Essere franchi significa fidarsi del bambino, che percepisce questa apertura di credito come un’attestazione del proprio valore.

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