La materia oscura che non percepiamo e che modella le nostre vite

Capire da che parte volgere lo sguardo non è un rompicapo, forse è più semplice di quando pensiamo. A patto che decidiamo di cambiare le regole, rivolgendo il nostro interesse a ciò che brilla meno sfacciatamente, ma possiede risposte inaspettate, spesso sorprendenti.

Ho scritto di questo argomento nella mia rubrica su Skytg24, vi allego il link, ma come sapete possono aprirlo solo gli abbonati dell’emettente, è una scelta dell’editore cui mi debbo attenere. https://tg24.sky.it/lifestyle/2024/11/21/psicologia-emozioni

Questo però non mi impedisce di trasferirvi almeno lo spirito dell’articolo, che mette in evidenza il nostro totale disinteresse per le piccole cose, a cui non riusciamo a dare più il significato che meritano. Non si tratta di strafottenza, o solo di strafottenza, bensì della conseguenza di una vera e propria adorazione di ciò che si vede, adorazione proporzionale alla visibilità degli oggetti del nostro interesse, al posto dei quali in fondo sogniamo di essere.

Un sogno che subirà una doppia frustrazione. La prima dovuta all’impossibilità di raggiungere obiettivi che sanno di mito. La seconda dalla scoperta, immancabile, che dietro gli oggetti del nostro desiderio sovente si nasconde un banale persino difficile da immaginare.

A furia di alzare lo sguardo verso le vette, ci perdiamo tutte le forme di vita che proliferano intorno a noi, umili ma decisive per rendere la vita vivibile.

Spesso ci chiediamo come è possibile che di fronte a tanto disordine, di ogni genere, sociale e istituzionale, la nostra comunità continui a funzionare in modo quasi miracoloso. Ebbene, non c’è nessun miracolo, semmai il lavoro oscuro di individui, associazioni, gruppi umani che non smettono di svolgere i loro compiti con una devozione incrollabile, a cominciare da una miriade di madri, di padri, di insegnanti, di volontari, ma l’elenco è lungo. Sono loro la materia oscura, il legante che tiene unito l’universo, perché la somma della massa di tutti i corpi celesti in realtà è solo un misero sei per cento di quella che servirebbe a fare funzionare le cose come le vediamo funzionare.

Allora, se è così che stanno le cose, forse dovremmo cominciare a cercare le nostre risposte altrove, lontano dai riflettori, nelle sale macchine, dove si nascondono coloro che in silenzio fanno viaggiare la nave, smettendola di genuflettersi di fronte a chi da noi cerca solo applausi ma non ci restituisce nulla, anzi ci ruba tenpo e distoglie la nostra attenzione dalle cose che contano.       

5 pensieri riguardo “La materia oscura che non percepiamo e che modella le nostre vite

    1. Siamo attempati, caro Bruno, anche io sono impedito quando devo armeggiare con gli oggetti digitali. Prendo questa riga come un “mi piace” e ti restituisco un abbraccio e un grazie.

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  1. Che bella questa riflessione, dottore, che in fin dei conti restituisce dignità e senso al lavoro di tanti e tante di noi, formichine che anche senza la luce dei riflettori sono consapevoli che “essere” vale più di “apparire” e cercano di fare il loro dovere – e magari qualcosa di più – impegnandosi per costruire comunità più giuste e più solidali.

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    1. Grazie Gianni, le cose stanno proprio così. Le luci sembra accendersi solo su chi fa rumore, pensi a tutti quei personaggi che in questi anni, usando la spettacolarizzazione delle notizie e i talk show, si sono arricchiti rovesciando sui nostri figli montagne di stupidaggini.
      Meno male che…la materia oscura c’è. Un caro saluto

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