Da dove ripartiamo. Sempre dallo stesso compito, sempre dall’altro

Forse conviene iniziare dal fondo, prendendo visione della locandina allegata.

Poi si può riprendete la lettura del post, dove trarremo un paio di considerazioni.  

Si vede settembre dietro la porta. Si ricomincia, anche se non si è mai smesso.

Si ricomincia significa che siamo all’interno di un movimento circolare, qualcosa che si ripete, come, ad esempio, nel caso di chi educa, il cui compito è quello di sempre, portare in armonia l’interesse del bambino o del ragazzo di cui ci occupiamo con quelli dei suoi simili.

In fondo non dovrebbe essere così complicato, si tratta di un solo, singolo, compito, per giunta sempre lo stesso.

Eppure, da come lo svolgeremo dipende il presente e il futuro di tutti. Già, perché anche la personalità e i comportamenti di coloro che reggono bene o -più spesso- male i destini del mondo dipendono dai primi anni della loro vita, quelli passati quasi esclusivamente in famiglia e in parte a scuola.

Anche io ricomincerò l’anno di attività partendo proprio da questo compito e da questa località, che avete trovato nel link. Come avete potuto vedere la ricerca dell’interesse dell’altro pervade il programma, a cominciare dal titolo del convegno, una giornata di formazione dedicata ai docenti dell’ateneo e agli studenti dei vari corsi. Per questo avevo accolto con sincero piacere l’invito della Supsi, giuntomi già nel mese di marzo, perché il tema mi fa sentire a casa, in ottima compagnia. 

2 pensieri riguardo “Da dove ripartiamo. Sempre dallo stesso compito, sempre dall’altro

  1. Quando presi dallo sconforto per il pessimo spettacolo che tanto mondo degli adulti, intorno a noi, offre -e verrebbe voglia di rintanarsi a casa propria e “farsi i fatti propri”-, l’antidoto è leggere il suo blog.
    Grazie, dottore, come lei dice l’educazione è testimoniale e il suo esempio di tenacia e di dedizione è fonte di ispirazione e di incoraggiamento per continuare i nostri sforzi, ognuno nel suo ruolo, per apparecchiare un mondo più accogliente, solidale, sostenibile per tutte e tutti. Complimenti per questo suo importante evento di inizio settembre.

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    1. Caro Gianni, questo blog non fa nulla di straordinario, si limita reiterare un messaggio elementare: noi smetteremo di esistere se dimentichiamo lam nostra natura sociale. Purtroppo stiamo provando in tutti i modi a lasciarci alle spalle questa parte decisiva di noi, pensando di farla franca. Ma non accadrà e saranno le prossime generazioni a pagare il prezzo più alto. Sta già accadendo.
      Un caro saluto

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