Genitori a Vicenza. Provarci vale più che vincere

Riparto dall’ultimo post e sposto in avanti il ragionamento.

Negli anni più recenti, ossia da quando la parte più esposta della psicologia divulgativa è diventata, sempre più sfacciatamente, un imbarazzante fenomeno teatrale, non di rado al servizio di mondi irrisolti, è maturata la decisione di offrire, senza compenso, le mie prestazioni a quelle associazioni, scuole, realtà di servizio che prendono sul serio la cittadinanza e ne fanno strumento di servizio competente. Condizione vitale, perché un servizio depurato della competenza è solo una manifestazione di buona volontà, encomiabile quanto si vuole ma non potrà mai attingere sufficienti livelli di utilità sociale.

Mi metto alla ricerca di realtà virtuose e -se lo desiderano- le affianco, offrendo ciò che credo di avere imparato in tutto questo tempo. Nessun danno economico per il sottoscritto, perché tali realtà rappresentano solo un quarto dei miei interventi pubblici, e sovente diventano preziose occasioni per incrociare donne e uomini, genitori e insegnanti, personale non docente, una riserva di cui il Paese dovrebbe andare fiero.

Promuovere degnamente tali quote di mondo, indispensabili nell’opera di rammendo dei tessuti sociali, dovrebbe essere sentito come un grave dovere dalla politica, palesemente inadeguata anche solo a intuire cosa si agita davvero nella carne viva della comunità nazionale, nelle sue variegate espressioni locali, nelle famiglie, spesso sedotte da quel cascame dell’intelligenza che chiamiamo furbizia, sovrabbondante tra chi siede nella stanza dei bottoni.

Ieri sera sono tornato tardi, dopo la mezzanotte, arrivavo da Vicenza, dopo avere trascorso una serata molto significativa coi genitori del Liceo Fogazzaro di quella città, organizzati da un comitato che le scuole dovrebbero prendere a modello perché rappresenta la prova evidente che il lavoro genitoriale inizia si tra le mura di casa ma dovrebbe svolgersi soprattutto fuori da quelle, altrimenti produrremo dei semilavorati che pretendiamo di giudicare solo attraverso la pagella.

Prima di addormentarmi mi sono dedicato alla lettura dei quotidiani, avvertendo un contrasto stridente tra lo spessore e la qualità -da una parte- del servizio reso da quei cittadini con il teatro penoso -dall’altra- della politica nazionale, capace di trasformare tutto in uno sconfortante mercato dove, si cerca solo di aprire “una bottega” nel cuore altrui, spillarne dei voti, senza però avere chiaro che quella bolla piena di “altrui” contiene vite vere, quelle dei figli, fonte continua di ansie per chi li mette al mondo, quando non di tormenti, e non certo semplici numeri asserviti al desiderio di gloria di piccole donne e piccoli uomini.

Crescere i figli è compito dei genitori, la politica dovrebbe essere vassalla e imparare da loro, perché sono le soldatesse e i soldati al fronte mentre coloro che credono di potere orientare il mondo senza conoscerlo rischiano di confonderli.

4 pensieri riguardo “Genitori a Vicenza. Provarci vale più che vincere

  1. Questo post è di una potenza davvero speciale e inaspettata! Le sono grata dottor Barrila’ per il gesto di gratuità a favore delle associazioni attente alla crescita delle future generazioni e la ringrazio per le belle parole spese per il Comitato genitori di quella scuola, a rappresentanza di tanti altri comitati genitori che gratuitamente installano piccole gocce di cittadinanza nella società.

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    1. Le confesso, cara Mariapalma, di essere stato testimone di alcune richieste fuori dalla realtà, anche quando dirigevo la manifestazione “Le radici le ali” per il comune di Carpi. In qual caso avevo stabilito un costo per ogni ospite, uguale per tutti e non procedevo con gli inviti quando il candidato ospite esagerava con le richieste.
      Tutti, compreso il sottoscritto lavoriamo per guadagnarci da vivere, ma ci sono richieste e richieste, che non devono mai superare il limite della decenza. Il principio delle gratuità interessa soprattutto alcuni soggetti che mostrano particolare passione e amore per il bene comune, non può essere applicato a tutto e a tutti, questo vale anche per i comitati genitori, ma è evidente che il valore della presenza di questi ultimi richiede un’attenzione particolare e in alcuni casi non solo la gratuità è dovuta ma diventa necessario dare il meglio di noi stessi. Un caro saluto

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  2. Io la voglio ringraziare, dottore, perchè il suo esempio sprona ciascuno di noi che la leggiamo a cercare di dare sempre il meglio. Che ci si riesca non è detto, ma ci si prova e sente meno soli.

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    1. Caro Gianni, il punto è che in questo lavoro, sia nell’attività clinica sia in quella divulgativa, esiste un primato del bisogno. Non possiamo selezionare in base al reddito né possiamo invocare meriti speciali se rammentiamo a noi stessi tale principio. Inoltre, alla fine non ci impoveriamo se decidiamo di offrire una piccola parte del nostro tempo a persone o gruppi che, a loro volta, regalano alla comunità un servizio delicato, quale può essere organizzare migliaia di genitori (al Fogazzaro ce ne sono 3 mila) aiutando la scuola nel suo delicatissimo compito. Un circolo virtuoso che si auto alimenta e fa bene a tutti.
      Senza contare che alla fine della serata i miei nuovi amici vicentini sono stati così generosi da portarmi a cena, facendomi gustare il tipico baccalà, e prima dei saluti mi hanno donato un bellissimo libro di fotografie della loro città insieme a un dolce delle loro parti. Durante la conferenza avevano organizzato pure una bella bancarella dei miei libri.
      Quindi, mi sono guadagnato dei nuovi amici, una bellissima giornata e mi sono riempito gli di occhi del fascino della città palladiana per eccellenza. Mi creda, Gianni, alla fine non ci si perde mai. Un caro saluto e buonanotte

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