La conquista dei genitori è il sogno segreto di ogni figlio e proprio mamme e papà sono spesso i protagonisti degli altri sogni, quelli notturni, delle loro creature.
“Io e papa, seduti sulla spiaggia, guardiamo il mare insieme, sono fiero e commosso perché è dall’acqua che è arrivata la vita, e io sono arrivato da mio padre, il mio mare”. Parole di un giovane ingegnere, che aveva perso papà pochi mesi prima.
“Nella complessità dei legami con mamma e papà, mi sono ritrovata con entrambi, negli ultimi periodi di vita, accompagnandoli sino all’ultimo.
Forse era proprio quello il mio compito, prescelto unicamente per me.
Percepisco ancora la loro voce, nel chiamare il mio nome nei corridoi della clinica. Mi sentivo al sicuro, accanto ai loro letti, nonostante fossero loro a necessitare della mia vicinanza e supporto. Una totale inversione di ruoli.
Mi pare di averli conosciuti e incontrati proprio in quegli attimi di fragilità. Ho cercato di lasciarli andare, riponendo in loro la mia fiducia e la mia speranza. Consegnandoli e affidandoli ad un Amore decisamente più grande”. Questa volta è una donna che parla, dopo un lungo inseguimento è riuscita a “raggiungere” i suoi genitori proprio in vista del traguardo, trovando quella pace che non sarebbe mai stata piena se non si fosse ricongiunta alle proprie radici.
Chissà quanto contiamo noi per i nostri figli. Forse lo sappiamo, lo sentiamo sulla nostra pelle, ma lo sentono anch’essi, quando siamo reciprocamente in balia di una distanza innaturale, una terra incolta in cui nulla cresce se non la distanza, l’imbarazzo, il disagio, una divaricazione che pesa e rende fragili genitori e figli.
Difficile da credere, ma loro ci stanno cercando, senza avere mai smesso di farlo, questa è una certezza. Ignorarlo è un alibi che deposita sulle loro spalle, anche questo peso, il più difficile da reggere.
Chi desidera leggere la riflessione completa, può farlo accedendo al link che segue.
https://tg24.sky.it/lifestyle/2025/11/17/rapporto-genitori-figli
Profondamente commossa e grata, ti ringrazio infinitamente Domenico carissimo, per le tue splendide, toccanti, evocative parole.
Il tuo suggestivo intervento mi fa sentire avvolta dall’amore dei legami autentici ed essenziali.
I miei genitori sono in me e con me, nell’amorevole abbraccio, nell’incanto di ogni giorno, nella poesia del cielo ,nelle corse del vento, nello stupore e nella gioia dei bimbi, meravigliosi protagonisti di ogni mio quotidiano, negli occhi di mia figlia, il mio, nostro, dono più bello, negli sguardi di chi amo.
Delicate assenze/presenze nell’essenza del cuore.
Li ritrovo ovunque, in ogni fiore meraviglioso che ne dischiude una carezza, nel dialogo della preghiera.
Sono nell’anima dell’anima.
Li rivedo nei dialoghi con mia figlia, nei nostri sorrisi, nei nostri dissapori, nelle malinconiche, se pur brevi distanze, pesanti come macigni, ma pronte a riconsegnare vicendevolmente, gioia ed emozioni profonde ad ogni nuovo riunirsi.
In un momento di enormi soddisfazioni, traguardi raggiunti con impegno instancabile e meritevole dedizione di Biancamaria, penso spesso al suo pensiero, in dedica nella sua ultima fatica: “Ai miei genitori per avermi indicato il cammino verso la libertà generata dalla conoscenza”.
Nei suoi occhi nei nostri, colmi di commozione e immensa riconoscenza, intravedo scintille per quanto sarà.
La ricolgo bambina, con l’animo pieno di speranza e fiducia per quanto attende.
E mi sovviene: “Mamma, il giorno che uscirò da questa casa, sarà il più triste della mia vita”.
Uno scambio appassionato e tenero di un annetto fa.
Mi auguro di essere sempre degna del suo bene incondizionato.
E di comprendere sino all’ultimo dei miei giorni, ogni piega della sua mente e del suo cuore.
Come a mamma e papà ,a mia figlia devo tutto.
Specie per avermi insegnato, senza posa, la magnifica, difficilissima opera educativa.
Pure in compagnia di discussioni, malumori, porte sbattute in faccia, offese e lacrime, di un tempo passato, talvolta presente, in un intreccio sempre recuperato.
Negli angoli, luoghi pensati, ove la riflessione si depone mentre il mondo ingiallito tenta di perdersi ,foglia per foglia.
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Grazie a te, cara Mila, parlare con rispetto e gratitudine dei genitori, riconoscere il tanto o il poco che riuscirono a fare per noi, è un esercizio non più di moda, eppure se non risolviamo dentro di noi questo misterioso e toccante quesito, restermo per sempre come lampadine avvitate nel nulla.
Buonanotte a te e ai tuoi cari
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