4 pensieri riguardo “Quando la morte, unica grande maestra, si prende la scena”
Quando mi confronto con lo spaesamento che mi ha lasciato la scomparsa di Michela Murgia e grido rabbioso “Peccato!” Quando scuoto la testa nel sonno e cerco il respiro del mio compagno nel buio. Leggo le parole di Domenico Barrilà e mi calmo. Non siamo soli.
Grazie Michela. Grazie Domenico.
Grazie per queste parole, che si soffermano su un argomento su cui, in genere, piace poco fermarsi a riflettere.
Morire con coraggio e dignità come Michela Murgia non è da tutti, ma sicuramente, come lei ci fa osservare, dottore, è un fatto di coerenza e consequenzialità fra un prima e un poi.
Ma io credo che quella serenità e quel coraggio siano dipesi anche dalla forza di quelle battaglie. Generose, disinteressate, controcorrente, per ciò che Murgia riteneva giusto e vero, dunque resa consapevole e orgogliosa, malgrado la fine, della propria coerenza, della fedelta’ alla propria coscienza e della propria libertà.
Credo che, come tutti noi, Michela Murgia tenesse a non essere dimenticata, questa è stata l’impresa di tutta sua vita. In questo somiglia tutti gli esseri umani. Nell’Imitazione di Cristo, l’autore amminisce, cito a memoria, forse non perfettamente: “Presto la morte sarà qui presso di te, e quando sarai sparito dallo sguardo dopo non troppo tempo sparirai dal cuore” . Un timore che ci accomuna. La differenza tra le persone è nel modo in cui viene perseguito questo traguardo, creando valore per tutti o semplicemente per se stessi. Oggi sarei propenso a rispondere che questa donna è andata in direzione prosociale. Quando si sarà depositata la polvere sollevata dal clamore, potremo essere tutti più precisi.
Non ci sarà un giudzio definitvo, ma certo meglio approssimato. Grazie e un caro saluto
Quando mi confronto con lo spaesamento che mi ha lasciato la scomparsa di Michela Murgia e grido rabbioso “Peccato!” Quando scuoto la testa nel sonno e cerco il respiro del mio compagno nel buio. Leggo le parole di Domenico Barrilà e mi calmo. Non siamo soli.
Grazie Michela. Grazie Domenico.
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E io, caro Daniele, quando penso alla tua capacità di porti domande, mi sento contento di averti conosciuto.
Un abbraccio
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Grazie per queste parole, che si soffermano su un argomento su cui, in genere, piace poco fermarsi a riflettere.
Morire con coraggio e dignità come Michela Murgia non è da tutti, ma sicuramente, come lei ci fa osservare, dottore, è un fatto di coerenza e consequenzialità fra un prima e un poi.
Ma io credo che quella serenità e quel coraggio siano dipesi anche dalla forza di quelle battaglie. Generose, disinteressate, controcorrente, per ciò che Murgia riteneva giusto e vero, dunque resa consapevole e orgogliosa, malgrado la fine, della propria coerenza, della fedelta’ alla propria coscienza e della propria libertà.
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Credo che, come tutti noi, Michela Murgia tenesse a non essere dimenticata, questa è stata l’impresa di tutta sua vita. In questo somiglia tutti gli esseri umani. Nell’Imitazione di Cristo, l’autore amminisce, cito a memoria, forse non perfettamente: “Presto la morte sarà qui presso di te, e quando sarai sparito dallo sguardo dopo non troppo tempo sparirai dal cuore” . Un timore che ci accomuna. La differenza tra le persone è nel modo in cui viene perseguito questo traguardo, creando valore per tutti o semplicemente per se stessi. Oggi sarei propenso a rispondere che questa donna è andata in direzione prosociale. Quando si sarà depositata la polvere sollevata dal clamore, potremo essere tutti più precisi.
Non ci sarà un giudzio definitvo, ma certo meglio approssimato. Grazie e un caro saluto
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