Tutti responsabili

Oggi giorno dei funerali di Giulia e, in qualche modo, di molta parte di tutti noi, perché non si arriva mai per caso a certi confini.

Per amore si può sbagliare, certo, è un ambito di fragilità, ma la distanza “fisica” non può essere mai violata. Comunque, il corpo di qualunque persona non può essere mai toccato, neppure con una carezza, senza il consenso del ricevente. Figuriamoci una coltellata.

Il resto è rimediabile, l’invasione dello spazio fisico mai.

Nessuno può dichiararsi innocente, pedagogia a cultura si devono domandare se il femminicidio riguarda solo chi lo compie.

Nel dibattito di cui trovare il link qui sotto, cerco di ragionare in questi termini.

https://app.shift.io/review/656dcfb46ee810523dbfd982

2 pensieri riguardo “Tutti responsabili

  1. Mi complimento per il suo intervento, dottore, che esce dai soliti clichè e luoghi comuni e un pò banali, che accompagnano molti dibattiti in tema di violenza sulle donne, senza generare valore aggiunto e dunque senza portare a nuove visioni e prospettive, determinanti se riteniamo di dovere evolvere verso una cultura diversa. Fondamentale in questo senso l’aspetto testimoniale e dei comportamenti, sempre dimenticato o sottovalutato e invece decisivo.

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    1. Grazie Gianni, temo tuttavia che passata Giulia dimenticato il problema. Nessuno sente di dire con onestà che la poltica è una forma di pedagogia che coi suoi comportamenti modella anche la percezione dei giovani. Se vogliamo cambiare registro, e non sarà facile, occorre gridare che un figlio che raccomnda un politico e che fa fermare un treno arbitrariamente, stanno facendo cultura, pedagogia, educazione civica. Giulia muore ogni volta che un politico, un insegnante, un genitore barano al gioco. Un caro saluto

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