6 pensieri riguardo “Disabilità nel cuore e nella mente, quella vera. L’unica

  1. Grazie Domenico, parole chiarissime, indispensabili data la grande confusione che impera. Leggendo pensavo alle tante persone che ogni giorno devono lottare per ogni singolo diritto.

    Sullo sfondo stava l’immagine di mio nonno. Un anno era salito a trovarci e la signora Angela, che veniva una volta a settimana a stirare, mi disse sottovoce “Poverino, il nonno, eh!”. Io avevo otto o nove anni e la guardai perplessa, allora aggiunse “che gli manca un braccio!”.

    Mio nonno era noto e stimato in tutta la sua città. Era “il sor fattore”, lavorava, guidava, scriveva, si prendeva cura di sé, da giovane andava a cavallo, in bico e in moto e sì, era nato senza un braccio. Ma vi assicuro che nessuno, conoscendolo, si sarebbe anche solo azzardato a pensare “poverino”.

    La signora Angela, bravissima persona peraltro, lo aveva solo visto da fuori, perdendosi sulla superficie di quella manica floscia, rendendo evidente ai miei occhi di bambina la mala abitudine (comune a tutti noi ma normalmente nascosta) di mettere la nostra singolarità a misura della “normalità” degli altri.

    Grazie di nuovo.

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    1. Esistono schemi di “buona forma”, introiettati sotto la spinta di condizionamenti culturali, che sono responsabili di molta infelicità. A cominciare da quel “maschio e femmina li creò”, capace di trasformare il frutto della meravigliosa varietà umana in una premessa di malattia. Grazie e un caro saluto

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  2. Cammino nel centro della mia citta’, rivedo una coppia che conosco solo di vista, li incontravo a messa, quando ancora i miei figli erano poco piu’ che adolescenti.

    Lei arrivava stretta al braccio del marito , dietro di loro i tre bambini, belli, vivaci e molto sereni.

    Ora rivedo , dopo anni, la stessa coppia in compagnia di amici, i loro figli non ci sono, saranno ormai cresciuti.

    La cosa che mi sorprende piacevolmente, e’ notare come il tempo non sia passato per questa coppia, ancora sorridente come anni fa, lei ora e’ costretta sulla carrozzella, il marito spinge la carrozzella chiacchierando con le persone accanto, tra loro due la stessa intesa perfetta, si guardano e si sorridono continuamente.

    Quanta serenita’ emana questa meravigliosa coppia, e quanto amore.

    L’amore e la bonta’ d’animo possono davvero superare gli ostacoli di qualsiasi forma di disabilita’.

    Una grande lezione di vita per tutti noi “normali”.

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    1. Non credo di potere aggiungere molto al suo civilissimo ragionamento, c’è tutto quello che serve a chi vuole capire e anche, o forse soprattutto, a chi ritiene che il mondo possa funzionare solo se popolato di forme geometriche perfette e non si rende conto che, come ci aveva ricordato il grande matematico Benoit Mandelbrot, in Natura è tutto rugoso, non c’è nulla di liscio. Grazie e buona serata

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