Dal Natisone al mio quartiere. L’ambiente modella la psiche, decide la vita e la morte

Il nostro rapporto con l’ambiente diventa ogni giorno più difficile da regolare, ma diventa una necessità vitale rimediare, per le ragione che vengono spiegate nell’articolo che segue

https://tg24.sky.it/cronaca/2024/06/06/natisone-quartiere-ambiente-psiche

4 pensieri riguardo “Dal Natisone al mio quartiere. L’ambiente modella la psiche, decide la vita e la morte

  1. Caro Domenico, il suo articolo punta il dito delicatamente e allo stesso tempo con incisività su un tema importantissimo, vitale: la natura e quello che le facciamo, ostinatamente e con leggerezza, cercando sempre altrove le responsabilità di atti che, di fatto, ci chiamano in causa direttamente. Ha ragione: la scuola deve fare la sua parte. Nel giardino del mio plesso da novembre ospitiamo tre piccoli alberelli che i Carabinieri forestali ci hanno portato insieme alla talea Falcone. Stanno crescendo i nostri alberelli, stanno mettendo tante foglie e già provo ad immaginare come potranno diventare. Certo, adesso hanno bisogno di cure. I bambini della mia sezione a turno innaffiano quelle piantine, osservano le formiche che si arrampicano sui loro rami che si stanno irrobustendo, notano nuove gemme, tolgono le erbacce che crescono attorno. Una quotidianità che fa la differenza e che stimola giorno dopo giorno atteggiamenti positivi verso l’ambiente oltre a favorire l’osservazione di cicli di vita stagionali. La vicenda dei ragazzi annegati lascia senza parole, sgomenti. Ad un passo dalla salvezza sommersi, con la morte negli occhi e la vita aggrappata in quell’abbraccio di speranza, di consolazione, di rassegnazione. La natura si prende la sua parte e gli effetti delle nostre azioni sconsiderate su di essa possono davvero fare male, ma sottovalutare o voltarsi dall’altra parte è più semplice e soprattutto non ci fa fare i conti con la nostra coscienza.

    Grazie! Con stima

    Antonella

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    1. Cara Antonella, se non impareremo che tutto ciò che vive, proprio tutto, possiede una ragione e una dignità, diventerà molto difficile salvare noi stessi e il Pianeta. Dobbiamo superare il cancro della prossimità, che ci porta a considerare rispettabile solo ciò che ci somiglia, uno sforzo che dove cominciare prima in famiglia e proseguire a scuola. La pretesa di una salvezza escusiva, appannaggio solo della nostra specie, si sta rivelando la pià grande illusione della storia dell’uomo e le illusioni svaniscono quando la realtà bussa alla porta. Del resto, provi a pensare ai duelli verbali tra i politici dei grandi paesi, che parlano disinvoltamente di guerra nucleare, come se non sapessero che dopo non ci sarebbe più nessuno a raccontarla. Un caro saluto

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  2. Caro Domenico, leggendo mi tornava in mente una frase che periodicamente mi si ripropone sui social: «Se gli alberi ci fornissero wi-fi gratis ne pianteremmo a miliardi; peccato che ci forniscano solo l’ossigeno che respiriamo.».

    Il nostro modo di vivere ci ha tanto distorto la percezione da cancellare qualunque percezione della realtà (guerra nucleare compresa). Forse per tornare a capire dovremmo davvero trovarci, come Ivano Marescotti in Strane storie, a non poter respirare perché non abbiamo pagato la bolletta dell’aria e ce l’hanno staccata.

    Grazie Domenico per le tue riflessioni: anche molti non lo vedono, tutto è connesso, quei poveri ragazzi trascinati via, il cedro diventato fantasma, la cementificazione selvaggia di Milano, l’orda incontrollata di rifiuti che ci limitiamo a spostare in paesi più poveri del nostro; ma anche l’albero che cresce nel giardino di una scuola come un compagno speciale per gli studenti, i Boschi della vita di tanti comuni (nel mio, lungo il fiume, c’è un albero di quasi vent’anni piantato per la nascita di mio figlio), la sensibilità che lentamente si sta diffondendo per il benessere animale, nel senso non del cappottino Burberry per il barboncino nano ma del rifiuto degli allevamenti intensivi.

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    1. Se smettessimo per un attimo di prestare i nostri occhi ai figli e li lasciassimo guardare in santa pace, forse scopriremmo che molti di loro “vedono” meglio di noi, anche perché sono atterrati in un pianeta sfigurato dall’incuria e dalla strafottenza, effetti visibili solo senza le nostre interferenze. Per ogni mamma come te, ce ne sono mille che passano la vita a dare ragione ai loro figli, solo ai loro, che li convincono di essere la sola ragione per quale esiste l’universo. Le immagini incomparabili che ci sta regalando il telescopio spaziale James Webb, dovrebbero dissuaderci dagli eccessi di autostima, ma questo è il Pianeta dove l’autostima sembra l’unica ragione di vita.
      L’altro giorno un Tg mandava in onda immagini della guerra in Ucraina, sono rimasto colpito da alcuni colpi di cannone sparati su una collina disabiltata e dalle conseguenti deflagrazioni, vi erano “solo” alberi, arbusti e tappeti erbosi. La prima reazione è stata “meno male, non c’erano esseri umani”, ma poi mi sono chiesto quanti animali innocenti e quanta vegetazione fossero stati distrutti con ogni singolo proiettile.
      La guerra spesso si riduce alla contabilità dei danni alle persone e agli edifici, ma chissà quanta Natura è stata “eliminata” e deformata dall’immaturità e dalla violenza degli uomini. Un caro saluto

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