Il carcere per i giovani che amano il Pianeta e vogliono salvarlo  

Il Pianeta è più grande della Nazione, ma molti rovesciano le proporzioni. È la nostra casa comune, il Pianeta, ma per tanti è un’astrazione. Forse per questo pochi giorni orsono è stato approvata una norma che prevede il carcere per chi manifesta bloccando le strade. Negli ultimi anni a protestare sono stati soprattutto ragazzi che amano il Pianeta e vorrebbero fermarne l’agonia, attirando l’attenzione della politica e dell’opinione pubblica.

Ripropongo una riflessione che affrontava l’argomento tempo prima che vi fosse una presa di posizione così drastica da parte della politica, diventata molto attuale anche in forza di tale evoluzione.   

https://tg24.sky.it/cronaca/2022/10/27/attivisti-ultima-generazione-perche

6 pensieri riguardo “Il carcere per i giovani che amano il Pianeta e vogliono salvarlo  

  1. Caro Domenico, ricordo bene questo tuo articolo, così controcorrente rispetto alle esternazioni di tanti tuoi colleghi.
    La cosa che allora come oggi mi fa particolarmente arrabbiare è che poco dopo i fatti cui fai riferimento in questo articolo ci fu la cosiddetta protesta dei trattori, che bloccò strade e caselli autostradali. Su quella nessuno intervenne, con l’esplicita giustificazione che non si sapeva che cosa poi sarebbe potuto succedere ed era meglio non rischiare reazioni peggiori.
    Lo stesso tipo di atteggiamento tenuto nei confronti degli squadristi fascisti negli anni Venti del Novecento, tra l’altro.
    Questo arbitrio è un pessimo segnale.

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    1. Ricordo anche io, cara Giulia, quando i trattori sequestravano le nostre strade e le nostre vite, non sempre in modo pacifico. Su di loro, sul loro lavoro così faticoso, molte persone insignificanti costruirono prospere carriere politiche. I ragazzi che si battono per l’ambiente non sono un sindacato di categoria, lottano per tutte le creature viventi, ma gli ippopotami e le zebre non votano.
      I segnali pessimi sono molto, ma il peggiore è l’indifferenza. Grazie mille

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  2. Quanto evidenziate è drammatico. Giovani ai quali stiamo rubando il futuro, che ora rischiano il carcere, se occupano una strada o una linea ferroviaria për manifestare dissenso.
    In una legge che si qualifica come uno dei provvedimenti più antidrmocratici della nostra storia.
    Altre previsioni indegne di un Paese civile, il carcere per le donne incinte e le madri di bambini fino a un anno -neanche in epoca fascista si era arrivati a tanto- e la carta SIM negata ai migranti in attesa di permesso di soggiorno. Ma anche su altre misure sicuritarie c’è l’imbarazzo della scelta.
    Anzi c’è solo l’imbarazzo. Macche’, la rabbia.

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    1. Caro Gianni, lei provi a immaginare solo per un istante cosa succederebbe se non ci fosse una stampa libera e almeno metà del Paese che si oppone a questa involuzione culturale e civile. Le persone di buona volontà non meritano questo, ma il privilegio di vivere in un paese libero va guadagnato, oggi più che mai. Resta inteso che le persone come me e come lei, che non sono poche, lo faranno. Un carissimo saluto

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  3. Certamente, dottore, mi auguro tantissimi esprimano dissenso, non si può restare “neutrali”, come scriveva oggi a Iuliafelix, peggio di tutto è l’indifferenza.

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