“Non vedrai più i tuoi nipoti”, figli che annientano i propri genitori

Il fenomeno mi appare in preoccupante espansione, se considero che solo nell’ultimo anno sono entrato in contatto con almeno una dozzina di storie ascrivibili ad esso. L’ultima riguarda una donna di ottant’anni, preda di una grave depressione. Dopo la morte del marito, che risale a due anni fa, il figlio minore, con metodi discutibili e violenti, incurante del suo dolore aveva sollevato questioni di successione, decisamente infondate, usando come leva quanto di più caro alla madre, i nipotini, che da 15 mesi non vede né sente.

Tali situazioni -in cui tutti gli attori escono sconfitti- spesso sono frutto, involontario ma evidente, della difficoltà degli attuali nonni, quando erano giovani genitori, di fare scelte impopolari, sgradite ai figli, quasi sempre per timore che si determinasse una distanza “affettiva” con la prole. Su tale timore, percepito come un’opportunità, i figli più fragili iniziano a costruire progetti di rivalsa malsani, non di rado ai limiti della barbarie.

Quei genitori, ora nonni, persone di grande disponibilità, che agivano in assoluta buonafede, non si rendevano conto di scavare una buca dentro la quale sarebbero precipitate tre generazioni. Infatti, oltre alle dolorose conseguenze personali, registreranno impotenti i gravi danni esistenziali che subiscono i nipoti, posti di fronte a fratture traumatiche tra i loro affetti decisivi.

I bambini percepiscono le oscure contraddizioni dei genitori, che parlano di regole e di valori ma intorno a loro creano un clima di violenza, tangibile quanto inspiegabile. Questo però non basta a metterli a riparo da impegnative domande su sé stessi, ipotizzando colpe imprecisate a proprio carico. I bambini coinvolti in questi conflitti irrazionali andranno per tutta la prima parte della loro vita in cerca di verità irraggiungibili, perché i genitori, intimamente consapevoli della meschinità di proprio operato, stenderanno un velo di omertà sulle reali cause.

Si logoreranno, questi bambini, in mille ragionamenti, perché i nonni come li conoscevano loro non coincidono con quelli narrati dai genitori. Dovranno così decidere, su quelle piccole spalle, se obbedire alle proprie sensazioni oppure dare credito alla versione dei loro genitori, che alludono -senza mai spiegare- a oscure colpe degli adorati nonni, che dall’oggi al domani non vedranno né sentiranno più. Qui si apre una voragine oscura che può ammalare i bambini, lo sappiano i genitori.

Davanti a delle vite innocenti si stanno consumando ricatti e violenze, ingiustizie palesi contri i nonni, che essi non hanno modo di proteggere, se non al prezzo insopportabile di entrare in conflitto coi genitori.

Un bivio drammatico, costruito in modo incosciente da chi dovrebbe educarli con lealtà, invece sta depositando nel loro animo un’eterna sfiducia verso le relazioni affettive, una diffidenza nei confronti di quelle umane in genere, predisponendoli a una sicura sofferenza.

Un bambino che attraversa questa gogna cadrà, infatti, in uno stato confusionale, continuerà ad amare i suoi nonni ma non potrà ignorare le oscure allusioni dei genitori rischiando di non fidarsi mai dei propri giudizi sulla realtà, proprio perché irrazionalmente smentiti dagli ambigui movimenti di mamma e papà.

Siamo di fronte a una fenomenologia crescente sulla quale i tribunali dei minori e i garanti per l’infanzia saranno presto costretti a moltiplicare l’attenzione, proprio a tutela di creature in balia di chi esercita la genitorialità come un potere assoluto e irrazionale su di essi e li ritiene un possesso personale solo perché li ha generati.      

https://tg24.sky.it/cronaca/2025/03/17/nonni-nipoti-dinamiche-familiari

18 pensieri riguardo ““Non vedrai più i tuoi nipoti”, figli che annientano i propri genitori

  1. Caro Dottore,
    oggi sono esattamente 781 giorni che mio figlio e mia nuora non permettono ai loro figli di stare con i nonni e ai nonni di stare con i nipoti.
    Per otto anni li abbiamo goduti in pieno, accuditi con tanto amore e tanta dedizione.
    Abitiamo in una piccola citta’, capita a volte di incontrarli, ma quello che piu’ manca , e ne sono certa manca tanto anche ai bambini, è lo stare insieme, manca la condivisione reciproca, i giochi, le feste di compleanno, le nostre chiacchierate, i baci e gli abbracci, le fiabe raccontate, le vacanze insieme.
    Tutto questo tempo ormai perduto, nessuno potrà restituirlo, nè a noi, nè a loro.
    Usare i bambini per questioni economiche, per incomprensioni, gelosie o altro ancora, è un crimine.
    Nulla a che vedere con il bene, la compassione e l’amore che i genitori, ingannando sè stessi, mettono su un piatto d’oro, pensando di calmare i loro sensi di colpa e potersi cosi ripulire tranquillamente la coscienza.

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      1. Esattamente, Guido, costorio sono talmente impegnantivi a coltivare le loro vendette distruttive che non si rendono conto della catastrofe cui espongono i figli. Grazie

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    1. Come avrà letto nel post (e nell’articolo completo, se riesce ad aprire il link), il fenomeno è vasto e voi siete in buona compagnia.
      Mi sono sentito di denunciare pubblicamente questa deriva perché oramai sono numerosissime le testimonianze dirette. Le conseguenze sui bambini e sui ragazzi saranno pesanti (si illude chi pensa di farla franca) per questo invoco interventi da parte dei tutori dell’infanzia. Ognuno è libero di educare (!) come crede i propri figli, ma quando commette dei crimini ai loro danni, il diritto cessa. Occorre che i nonni, sono moltissimi, mi creda, si organizzino e tutelino il diritto dei nipotini a godere di una crescita serena. Sono vicino a tutti voi che vivete questa barbarie, che non mi sento di definire diversamente. Per non parlare del peso esistenziale a carico dei dei nonni, che davanti a me si presentano sgomenti, confusi ed estremamente provati. Un caro saluto

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    2. Cara Signora Simona, sono una nonna che si trova nella sua stessa situazione,da luglio 2024 che non vedo più mio nipote se non occasionalmente perché lo incontro a qualche festa di paese. Esiste solo la famiglia di mia nuora,ma quello che fa doppiamente male è che persino i genitori di lei la spingono a non farcelo vedere! È veramente triste sapere che sta crescendo e che gli venga negato l’ amore dei nonni. Un abbraccio Simona da una nonna che non passa giorno in cui non piange per tanta cattiveria perché solo così sì può definire un tale comportamento.

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      1. Gentile Cristina, io credo che la questione sia vasta, assai più di quanto si possa immaginare. Come dicevo nel post, solo nell’ultimo anno mi sono trovato di fronte una dozzina di casi, alcuni al limite della barbarie. Le domande che tutti dobbiamo porci rigurdano sia l’effetto tortura sui nonni sia le conseguenze sui nipoti, che già da piccoli, quando il loro stile di vita è in costruzione, vengono sottoposti a processi di apprendimento perversi, da cui non possono difendersi ma che avranno un peso importante nelle loro esistenze e in quelle dei loro stessi figli, in una vite senza fine che invece andrebbe fermata. Fondare un’associazione per la tutela dei diritti di nonni e nipoti è un tema non folcloristico, facendo pressioni sul legislatore ma non trascurando i tribunali dei minori, che possono essere investiti con esposti documentati. La ringrazio per le sue parole e la invito a connettersi con le persone che subiscono questo violento e incivile trattamento

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    1. Può starne certo, caro Luciano, l’amore dei nonni somiglia all’amicizia, quella che Sant’Agostino definiva “la più dolce di tutte le dolcezze”, perché è gratuito, depurato da tutti gli errori che commettemmo da genitori. Rinunciarvi, per ragioni così basse, è una perdita irrimediabile. Grazie

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  2. Sono molto colpito, Dottore, dal suo post e anche dalla testimonianza diretta della signora Simona, alla quale, per quel che vale, voglio mandare, tramite questo blog, la mia vicinanza e la mia solidarietà.
    Credevo si trattasse di comportamenti, certo deprecabili e disumani, ma estremamente rari e invece scopro trattarsi di un fenomeno alquanto diffuso. E incomprensibile.
    Un gesto, peraltro, oltre che criminale sul piano affettivo, anche fortemente diseducativo, perché trasmette in qualche misura una falsa graduatoria delle priorità, nella quale appunto le questioni economiche o le gelosie, come diceva appunto Simona, vengono prima dei legami affettivi e, soprattutto, si ammette che qualcuno possa, a suo piacimento, disporre anche dei legami altrui, approfittando della condizione di dipendenza e/o di fragilità di un figlio e di un genitore.

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    1. Caro Gianni, lei tocca dei tasti molto sensibili, a cominciare dall’estensione del fenomeno, effettivamente sottovalutata. La bullizzazione dei genitori da parte di figli che, a qualche titolo, ritengono di avere dei conti in sospeso con il padre, con la madre o entrambi, è un comportamento che può prendere strade diverse, usare metodi sfacciati, come quello che stiamo analizzando, oppure più subdoli ma non meno violenti.
      È un capitolo sul quale è necessario aprire in fretta il grandangolare, dovremo farlo tutti, ma in particolare dovrà farlo chi finore si è concentrato solo su genitori e figli, perché l’allungamento della vita amplia la superficie di contatto fra le generazioni, incrementando sia il numero degli attori coinvolti sia i potenziali conflitti. Gli errori educativi del passato e i risentimenti striscianti che ne sono derivati, ora possono puntare nuovi bersagli perché le generazioni coinvolte sono tre e i nonni non necessarimente sono vecchi, anzi lo sono sempre meno. Siamo forse all’inizio di una mutazione, una delle tante di quest’epoca vertiginosa, e il dovere di osservare, porsi domande, studiare soluzioni nuove a fenomeni nuovi si fa sempre più forte. Un caro saluto e grazie per la sua riflessione

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  3. Carissimi tutti, desidero ringraziarvi per la vicinanza e la solidarieta’, mi avete scaldato il cuore.
    Luciano, quel “…ai nipoti restera’ per sempre addosso il profumo intenso del nostro amore….” mi ha emozionato e mi ha ridato speranza, malgrado tutto nulla sara’ svanito per sempre.
    Cristina, da nonna a nonna nessuno la puo’ capire piu’ di me e di tutte le nonne e i nonni che stanno vivendo la nostra stessa dolorosa situazione.
    Abbiamo cosi tanto amore da donare, e non solo ai nipoti, ma anche ai figli che, nostro malgrado, ci hanno costretto in questa situazione.
    Auguriamoci che di tutto questo amore non ne venga sprecato neppure un pezzettino, teniamolo ben custodito, chissà, forse un giorno le nubi si dissolveranno e fara’ capolino tutto il sole che ci meritiamo.
    Grazie anche a Gianni e a Guido, e grazie al Dott. Barrila’ che mi sta aiutando molto, spronandomi a fondare un’associazione in difesa dei nipoti e dei nonni.
    Lo sa Dottore che non sono una donna coraggiosa, ma Le prometto che mi impegnero’ ad andare oltre il mio dolore, e spero tanto di trovare quel coraggio per realizzare cio’ che Lei, con calma e tranquillita’, mi sprona a concretizzare.
    Un caro saluti a tutti.

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    1. Cara Simona, lei è arrivata al cuore del problema. Andare oltre il proprio singolo dolore e mettersi insieme, costruire uno spazio non contro qualcuno ma per costruire un campo in cui si coltivano diritti, usando gli strumenti della competenza, del dialogo, dell’approfondimento, della ragionevolezza. Siamo di fronte a un fenomeno potente, proviamo a dare una risposta evoluta.
      Grazie davvero per la sua umiltà. Un caro saluto

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  4. Caro dottor Barrilà,
    il suo articolo e le testimonianze dei commenti sono come un pugno nello stomaco per chi come me ha cresciuto i figli senza avere avuto vicino i nonni per motivi di distanza. Il loro ritrovarsi durante le vacanze estive riempiva il cuore di gioia, erano due mondi che si aprivano e si compenetravano, trovando una sorta di “rifornimento” affettivo” che permetteva di affrontare, da una parte e dall’altra, un altro distacco in attesa del successivo ricongiungimento. Ma anche a distanza i nonni c’erano e ci sono sempre stati anche quando sono diventati nonni celesti. Ora la questione appare davvero grave. Per chi per motivi lavorativi sta tante ore con i bambini, è facile raccogliere i loro pensieri; spesso si tratta di richieste di rassicurazione o di conferme, perché il risultato è che nei bambini si mina la fiducia. Gli adulti tra loro in conflitto (genitori separati, figli genitori e genitori nonni) generano crepe nei piccoli; chi li deve rassicurare, proteggere, amare a volte li mette anche “in mezzo”, generando una strumentalizzazione affettiva disastrosa. Io mi auguro che davvero si possa costruire una rete che aiuti questi nonni, che aiuti il contesto familiare tutto dove, come dice Lei, ormai le generazioni di contatto sono più ampie, con più attori coinvolti. Mi viene da pensare con maggiore confusione per i bambini e con risultati ancora più deleteri nello sviluppo affettivo. Sono poi problematiche che si ripercuotono anche a scuola, nella vita scolastica dove i bambini “portano” emozioni e stili di vita.
    Un caro saluto a tutti i nonni.
    Con stima
    Antonella Alia

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    1. Il problema, cara Antonella, è che una persona capace di progettare e mettere in atto vendette così barbare, dovrebbe guardarsi dalla tentazione di generare bambini, caricando sulle spalle quelle creature innocenti tutte le tenebre del suo mondo interiore, tenebre che spesso si manifestano, coerentemente, in tutti gli ambiti della sua vita. Un genitore di questa pasta difficilmente limita la propria distruttività a un solo ambito, lo stile di vita è coerente, non funziona a compartimenti stagni. Quasi sempre c’è un sottofondo di violenza, di patologie latenti, ma in certi casi difficili da snidare, perché i diretti interessati sono spesso abilissimi nel mascherarsi. In uno delle vicende che cito, c’è di mezzo una coppia di genitori risoluta e cinica nel perseguire i propri intenti lesivi verso i nonni, ma nella vita di tutti i giorni dispensa sorrisi e parole gentili, rendendosi quasi inafferrabile, sebbene un’osservazione attenta permette di cogliere l’inganno.
      Il fenomeno è destinato a diventare sempre più drammatico se non si interiviene anche attraverso rimedi penali, insieme a quelli civili (oggi gli unici possibili), ma a questo si può arrivare solo se ci organizziamo, stando vicini a questi nonni. Occorre osare, fare un passo aventi, perché se il ogni nonno viene lasciato solo in questo conflitto non avrà scampo e i nipoti pagheranno prezzi insostenibili. Grazie

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  5. Carissimi, da nonna, sono molto addolorata per la “pentola” che è stata scoperchiata con questa riflessione. Ammetto di non aver mai fatto una riflessione su tutto ciò. Prometto che come e se ci sarà modo, sarò dei vostri per sostenere chi tra di voi non può godere dei momenti che considero tra i migliori della mia vita. Vi abbraccio. Mariangela

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    1. Grazie Mariangela, le tue parole spero incoraggino i nonni che si sentono soli e li spinga a porre all’intera comunità una questione che appartiene a tutti perché i diritti dei bambini e dei nonni rappresentano un’emergenza pedagogica e quindi civile. Un caro saluto

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  6. Io che sono nonno sentire queste storie i fanno rabbrividire,al solo pe nsare che gli stessi genitori allontanano i propri figli dai nonni, fonte di saggezza e amore.

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    1. La stessa saggezza, caro Sandro, e lo stesso amore che si sono eclissati nei figli che si spingono a questi azzardi disumani e lesivi dei bisogni dei bambini. Un caro saluto

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