Suor Paola. Una dote spesa bene

Se n’è andata a 77 anni, da pochi giorni.

Mi aveva telefonato non troppo tempo fa, emozionata come una bambina, per comunicarmi che il presidente della repubblica Sergio Mattarella le aveva conferito un’onorificenza. Era orgogliosa, molto.

Un riconoscimento meritato, il suo impegno per i detenuti, le donne abbandonate, maltrattate e per i loro figli è stato sconfinato, sincero, devoto, incessante.

Un quarto di secolo fa mi aveva invitato ad Assisi a parlare alle sue famiglie.

Quando terminai il mio intervento mi prese da parte e mi disse: “Da qui sono passati molti tuoi colleghi importanti, quasi tutti troppo originali e persino pazzarielli. Oggi è la prima volta che ascolto uno psicologo che somiglia a una persona normale”.

Da allora tornai una decina di volte, quando potevo non si sottraevo, era per una buonissima causa, la sua, che era quella dei reietti.

Il suo invito coincideva sempre col mio compleanno, la foto che vedete sotto è stata scattata proprio in uno dei tanti 22 luglio. Quella volta mi aveva fatto preparare una bella torta e una festicciola, in coda alla cena. A tavola, come tutti gli anni, c’erano le famiglie che le stavano attorni, romanisti e laziali, mischiati, un’eresia che solo una persona dal grande cuore poteva rendere possibile.

Io, romanista, mi godevo le vivaci dispute e mi divertivo.

In una circostanza mi ospitò a Roma, insieme a mia moglie, nella casa di accoglienza, piena di famigliole monche. Dormimmo e mangiammo con i suoi ospiti.

Le chiesi perché fosse laziale e non romanista, mi rispose che lei, all’inizio, aveva provato a rivolgersi alla Roma per chiedere aiuto, non ricevette attenzione mentre alla Lazio le aprirono le porte, così nacque quella passione che la caratterizzava. “Eppure, tra i miei più fedeli sostenitori c’era il romanista Damiano Tommasi”, oggi sindaco di Verona. 

Non faceva troppe storie, a lei interessava raccogliere per distribuire alle sue assistite e ai suoi assistiti, qualche volta può avere commesso errori per eccesso di fiducia o a causa di una certa ingenua, di certi rimorchi culturali abbastanza sfasati rispetto alla sua azione, ma l’ansia di “accompagnare” veniva prima di tutto.  

Adesso il suo lavoro è finito, tocca ad altri. Non sarà facile eguagliarla.

4 pensieri riguardo “Suor Paola. Una dote spesa bene

  1. Grazie Domenico,
    un ricordo davvero affettuoso. Molto bella la foto che ha condiviso con chi legge.
    Grande personalità ma allo stesso tempo una persona spontanea e semplice. Sarà difficile eguagliarne l’energia e la perseveranza spese in aiuto degli altri, ma ha seminato esempi, semi che da qualche parte attecchiranno. La ricorderemo con affetto e riconoscenza.
    Antonella Alia

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    1. Adesso mi sono ricordato un episodio che la farà ridere. Il 16 dicembre del 2016 mi aveva portato nella scuola elmentare dove insegnava, i bambini non c’erano, in compenso c’era lo strano presepe che aveva fatto costruire loro, con l’albero della Lazio e l’aquila simbolo di quella squadra. Le avevo detto che era “peccato mortale” e lei, mezza calabrese e mezza romana, si era messa a ridere come una matta e mi aveva risposto “che stai a dì!”. La stessa espressione che mi riservava quando le dicevo che quell’anno non potevo andare perché avevo altri impegni. Non sentiva ragioni. Era anche un bello scrigno di difetti umani, niente di serio, ad esempio non delegava nulla, infatti spero che il “dopo” sia lieve per le sue attività. Grazie Antonella

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