Genitori compiacenti generano figli tiranni

https://tg24.sky.it/lifestyle/2025/04/03/rapporto-genitori-compiacenti-figli-viziati

Nel link che trovate sopra, disponibile agli abbonati di Sky, è contenuta una riflessione molto significativa per chi educa. Di seguito ne offro una sintesi.  

Viziare un figlio, facendogli credere che lui sia il centro dell’universo, renderà infelice lui stesso e le persone che incrocerà nella sua vita.

I suoi legami più intimi saranno costantemente a rischio perché privi di un ingrediente fondamentale. L’altro.  Se un ex bambino viziato un giorno dovesse occupare cariche importanti provocherà danni di varia entità. Mai piccoli.

La più grande lezione della mia vita professionale è arrivata dopo una conferenza, venti anni fa, da un padre. Mi chiese se avessi tempo per due chiacchiere. “Mio figlio di 14 anni è malato di distrofia muscolare, non avrà una vita lunga. Ultimamente è diventato maleducato con la madre e non perde occasione per offenderla, mi chiedo cosa possiamo fare per educarlo al rispetto dei genitori”.

Ci confrontammo a lungo. Verso l’una di notte ci salutammo, reciprocamente grati.

La mia riconoscenza per quell’uomo è rimasta sempre viva. Per capire appieno il senso delle sue parole bisogna retrocedere di duemila anni e fermarsi nell’Orto degli Ulivi. Sono le ultime ore di vita di Gesù, è atterrito da ciò che sta per accadergli.  In quello stato d’animo si rivolse a suo padre Celeste, con parole toccanti. “Padre! Tutto è possibile a te allontana da me questo calice”. Gli chiedeva di sottrarlo al martirio. Non conosciamo tutto il contenuto di quello scambio, ma sappiamo com’è andata a finire. Un esito necessario. Il figlio stesso ne era consapevole, infatti aggiunse: “Tuttavia, sia fatta non la mia ma la tua volontà”.

Se il padre avesse ragionato in maniera “viziante” e il figlio avesse seguito una pista individualistica -che scaturisce proprio da un approccio educativo compiacente- il cristianesimo non sarebbe mai nato. A prescindere da ciò che ciascuno crede, immagino sarebbe stato un danno decisivo per l’umanità.

I due papà -quello del ragazzo e quello di Gesù- stavano educando. Sapevano che loro compito era fare la cosa giusta, non cercare popolarità presso i figli.

La tentazione di compiacere i figli è comprensibile, talvolta sembra impossibile sottrarsi alla tentazione di alleggerire le loro spalle, ma il punto è che loro dovranno vivere in una società costruita su regole cooperative e l’attitudine a facilitarli, spesso viziandoli, può rovinare loro stessi e chi li sfiorerà. Certo, abbiamo scelto due casi estremi, in genere il bivio che noi abbiamo di fronte è meno crudo, ma il principio è lo stesso e vale sempre.

Cercare l’affetto della prole è lecito, umano, ma raggiungere lo scopo sacrificando le responsabilità educative può scatenare terremoti di alta o altissima magnitudo.

4 pensieri riguardo “Genitori compiacenti generano figli tiranni

  1. Caro Domenico, ricordo bene il colloquio con Ines, la bravissima educatrice del nido famiglia cui pensavamo di iscrivere nostro figlio, allora di cinque mesi.
    Ci disse che la vera esperienza di crescita del nido era accompagnare il bambino ad accettare che l’adulto si occupasse non soltanto di lui ma anche di altri bambini. Una rinuncia costruttiva all’esclusività delle attenzioni adulte.
    Nostro figlio frequentò per tre anni con grande gioia quella piccola comunità, pretendendo, con l’unico “capriccio” che io ricordi (ancora non parlava), di estendere la mezza giornata al pomeriggio per stare con gli amichetti.
    Sono grata a Ines per averci parlato in modo così semplice e chiaro (e per quella piccola meravigliosa comunità che tanti anni fa ha contribuito a formare le qualità migliori di mio figlio).
    Grazie per il tuo articolo: la cronaca nera ci ricorda che non sono discorsi “a margine”, ne va della vita.

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    1. Purtroppo, i due estremi, bambini viziati e bambini trascurati, sono la premessa del disastro che si sta apparecchiando intorno a noi, oltre a quello che esiste da anni e che faccimao finta di non vedere. Guerra e fame in mezzo pianeta. Sembra che le nostre scelte educative non c’entrino. Un bell’autoinganno che protegge i nostri sonni. Grazie e un caro saluto

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  2. Sei Unico ma non l’unico.
    Ogni tanto, mi ritrovo a rispondere così “forte” ai comportamenti di bambini/e, ragazzi/e, messi al centro di ogni cosa, viziati da noi adulti che ci sCORdiamo di far girare mente, cuore, corpo a 360 gradi. Perché è solo quando mente, cuore, corpo girano a 360 che ti accorgi che ci sei tu e c’è l’altro ed è con l’altro che tu acquista la giusta misura.

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    1. Quell’espressione che usi è perfetta, non aggiungo altro se non che quando cominci a non vedere l’altro finirai per non vedere più nemmeno te stesso, ti illuderai di vederlo, addirittura penserai che sia il centro di tutto, ma in realtà ti stai solo ammalando. Grazie Virna e un caro saluto

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