L’oscura terra di nessuno tra l’infanzia e il dopo

Un’innocente richiesta di appunti tra ragazzine di seconda media scatena una vera e propria tempesta di messaggi, che si sostanzia in un accerchiamento della persona in minoranza.

Il linguaggio è tagliente come una lama, sofisticato, vi sono espressioni che sembrano provenire dal lessico adulto, assorbito per contagio diretto.

C’è un tratto che sembra accomunare tutti i partecipanti allo scambio, la tendenza ad “abbassare” l’altro, una tecnica tipica delle persone insicure -e i ragazzi di quell’età traboccano di dubbi sul proprio valore-, che temendo di non essere in grado di elevarsi al di sopra dell’interlocutore, puntano ad abbassarlo. L’effetto ottico sarà quella di una vittoria, ma è un inganno, Abbassare l’altro non significa averlo superato né tantomeno avere elevato noi stessi. Non c’è progresso. 

A quell’età il sentimento di inadeguatezza è urticante, anche per effetto per il problematico rapporto con un corpo in formazione, amico e nemico insieme.

Un corpo che sembra vivere di vita propria, viaggiando quasi sempre nella direzione sbagliata. Almeno così pensa chi lo abita.

Negli stessi giorni avevo incontrato in Umbria trecento ragazzi di una comunità, una diciannovenne diceva di avere passato anni duri, si sentiva sempre fuori posto, aveva bisogno della mammama non voleva che le parlasse mentre faceva la lavatrice o cucinava, desiderava che si dedicasse solo a lei. Un’analisi notevole, eppure conoscere l’origine di un dolore non sempre riesce a lenirlo, così come non lo lenisce il riconoscimento sincero delle ragioni dei genitori.

I timori di essere sbagliati -fisicamente ed emotivamente-, di non essere in grado di ritagliarsi un posto nel gruppo umano, soprattutto tra i compagni di classe, provoca stati di angoscia persistenti.

Essere già passati da quelle stazioni, paradossalmente, svantaggia noi adulti perché non ci permette di cogliere le ansie di chi deve ancora transitarle ma teme di non essere in grado di farlo.

L’ignoto non appare mai tale a chi non dove affrontarlo oppure crede di averlo già affrontato.

Di seguito, per chi può aprirlo, trovate il link con l’articolo completo

https://tg24.sky.it/cronaca/2025/05/26/infanzia-adolescenza-domenico-barrila

2 pensieri riguardo “L’oscura terra di nessuno tra l’infanzia e il dopo

  1. Caro Domenico “L’ignoto non appare mai tale a chi non dove affrontarlo oppure crede di averlo già affrontato” : questa me la segno, e magari – indicandone l’autore – la cito da qualche parte.
    Un carissimo saluto, pervicacemente, Mauro

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