Gaza e Auschwitz. Due stanze dello stesso abisso

Ciò che leggete in questo blog riguarda sempre temi educativi e civili, che sono strettamente legati e non si possono separare. Quando proviamo a scinderli cadiamo in una grande confusione.

Ma ancora più della confusione, ciò che fa male è l’assuefazione, la tendenza ad abituarsi a tutto, persino alle cose più sconvolgenti. Fino a quando non toccato le nostre esistenze

In allegato riflettiamo su una vicenda di crudeltà inaudita e persistente, che va avanti da quasi due anni, oramai oltre ogni limite di tollerabilità. Una violenza bestiale che pagheremo tutti, anche noi che abbiamo taciuto o che crediamo di non avere responsabilità alcuna, perché l’odio che sta incubando nella striscia di Gaza nelle menti delle vittime della crudeltà un giorno sarà restituito alla cieca, anche a noi e ai nostri figli, magari quando crederemo di bere un caffè in santa pace, in un “posto sicuro”

https://www.messinatoday.it/blog/riguardare-con-cura/gaza-auschwitz-due-stanze-dello-stesso-abisso.html

4 pensieri riguardo “Gaza e Auschwitz. Due stanze dello stesso abisso

  1. Quanta verità nelle sue parole, dottore. Ma come lei spesso dice, in questo mondo accelerato che perde ogni giorno un pezzo di tridimensionalità, le notizie tragiche e il bollettino quotidiano dei morti di Gaza, inermi civili e tantissimi minori, ci sfiorano ma non ci toccano. È un dramma per i Palestinesi, ovviamente, ma è un dramma, che ci si ritorcera’ contro, anche questa nostra -vergognosa- impermeabilità alla sofferenza, all’ingiustizia, alle morti innocenti consumate in questo attuale genocidio.

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    1. Non saprei dove atterreremo, in questo manicomio dove i leader del mondo sembrano persone irrisolte e perennemente in cerca di consenso, una ricerca che non porta mai a fare la cosa giusta ma a compiacere chi ti rende importante. Di sicuro il problema non si risolverà da solo, scordiamocelo. Abbiamo una sola strada possibile che è quella di mettere mano al proprio tempo e impiegarlo contro questi signori,
      ma per farlo occorre prepararsi, studiare, imparare a farsi delle idee autonome, invece di seguire tutti i pifferai che infestano la scena pubblica. Grazie

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  2. caro Domenico, un pensiero urticante: i genitori / nonni di coloro che infieriscono a Gaza avevano un braccio su cui venivano effettuate le marcature dai loro aguzzini; oggi molti bambini palestinesi quegli arti neppure li possiedono più, magari dopo una amputazione senza anestesia …
    Intanto, su RAI Radio 3 è da poco conclusa la audio-lettura de “I 40 giorni del Mussa Dagh” di Franz Werfel, a proposito della “madre di tutti i genocidi”.
    Scusandomi per la crudezza: non volevo essere offensivo od irriguardoso verso nessuno, sono solo affranto ed indignato, anche pensando a quale mondo lascio alle mie figlie, Mauro

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    1. Caro Mauro, immagino tu sia stato ad Auschwitz. Quando ci metti piede capisci che le parole nel vocabolario non bastano più, ma credo sarebbe lo stesso se andassimo nella striscia di Gaza. Quello che tutte le volte mi chiedo davanti a questi crolli di umanità, è se il male si trova nell’uomo (ossia c’è un difetto di fabbricazione originaria, quindi irrimediabile) oppure negli uomini (ossia nell’oscillazione delle cirocstanze, che periodicamente mettono il mondo in mani sbagliate). Sebbene propenda per la seconda soluzione non mi sento di escludere la prima. Capisco di non esserti di grande aiuto, ammetterai che è complicato trovare certezze. Un caro saluto

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