L’innocente spensieratezza dei ragazzi pagata a caro prezzo

La pista ciclabile lungo il Naviglio della Martesana, che si stacca dal corso dell’Adda, in quel punto subisce una brusca interruzione perché una strada provinciale ne sbarra il passo. Soprattutto nella stagione calda si vedevano frotte di ciclisti in attesa di attraversare quei pochi metri di manto stradale e riprendere la loro gita, discendendo verso il territorio milanese oppure risalendo verso la provincia bergamasca.

Lei, quindicenne, serena per la fine della scuola, era in compagnia di una coetanea. Una passeggiata serale in bicicletta a cercare la frescura che vicino a quelle sponde si offre generosa.

Molti segreti da raccontarsi, forse il tale ragazzo, la testa lontana, il mondo interiore popolato di dubbi sulle proprie capacità, sulla propria avvenenza. Il livello di gradimento sociale è un vero chiodo fisso a quell’età, fonte di incessanti dibattiti interiori e di confronti serrati con gli amici più fidati.

Nelle sere d’estate come quella il momento del crepuscolo non finisce mai. Prima che l’oscurità si prenda tutto il campo serve tempo, tanto tempo. In quei momenti di contesa i nostri occhi subiscono molti inganni, credono di vedere ciò che non c’è, deformano quello che c’è e talvolta non percepiscono ciò che dovrebbero. Così dev’essere accaduto alle ragazze e alla donna che sopraggiungeva in automobile dopo una giornata di lavoro. Una delle amiche, colpita in pieno dalla parte anteriore destra dell’automobile, era così volata nel prato, sbattendo la testa nell’unico sasso che si trovava nel raggio di molti metri.

Per chi ama l’automobile, è la pista ciclabile che in quel punto invade la sede stradale. Per chi ama la bicicletta e le scarpinate era questa a tagliare il passo ai ciclisti.

Valentina, che avevo visto nascere -abitavamo nello stesso condominio- sembra avere messo tutti d’accordo, infatti a causa della sua morte è stato realizzato un sottopasso per l’attraversamento di quello stradone provinciale. Porta il suo nome.

Il nostro cammino è costantemente incrociato da quello di qualcun altro, ogni volta che dimentichiamo, senza colpe, di tenere conto di questa premessa, il dolore apre le sue ali e ghermisce l’innocenza. 

4 pensieri riguardo “L’innocente spensieratezza dei ragazzi pagata a caro prezzo

  1. Grazie per avere condiviso questo ricordo e la riflessione finale. Tenere a mente che il nostro cammino incrocia ogni giorno quelli altrui, ci può rendere meno distratti e più propensi anche a considerare le prospettive e le traiettorie degli altri. Significherebbe lavorare di più sull’empatia e sulla immedesimazione e, in fin dei conti, impegnarci tutte e tutti di più sul fronte della prevenzione.

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    1. Me è diventato così difficile ciò che lei auspica, caro Gianni. Una prova clamorosa di questa mutilazione banalmente la si può trovare nelle rotatorie, a nessuno entra in testa che la precedenza spetta a chi viene dalla tua destra e non ci sono gerachie tra le strade. Una volta provi a stare dieci minuti davanti a una rotatoria, si renderà conto che è quasi un miracolo se non succedono dei disastri in serie.
      Non è solo ignoranza del codice della strada, ma quell’effetto giungla che sembra avere preso la mano a tutti, come se la vita fosse una palestra di sopraffazione, dalla politica fino agli strati più bassi della società (che molti politici abitano facendo finta di non saperlo). In questo marasma il rischio di che degli innocenti paghino prezzi altissimi è una conseguenza naturale, soprattutto quando si tratta di ragazzini innocenti, che non possiedono la malizia sufficiente per capire che occorre tutelarsi perché gli altri non lo faranno.
      Un caro saluto

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      1. Buonasera, come dice lei, il nostro cammino incrocia tutti i giorni quello degli altri, ormai la vita sta andando troppo di fretta, ci sono troppi impegni, la gente è sempre di corsa e non sa neanche il perché. Un modello di vita non a misura di umano, il risultato sono
        distrazioni e stanchezza, conseguenze che pagano i giovani, in questo caso. A presto Domenico

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      2. Grazie Giuseppe, purtroppo abbiamo fatto questi bellissimi regali ai nostri bambini e ai nostri ragazzi, ma meritiamo delle giustificazioni, neppure noi avremmo voluto tutto questo, non siamo stati nè tu né io e nemmeno tantissime altre persone a premere sull’acceleratore, ma in un modo o nell’altro siamo finiti dentro questo frullatore.
        Teniamome conto a cominciamo a cercare di capire dove è stato nascosto il freno, se vogliamo il bene dei nostri figli. Un caro saluto

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