La vicenda dei bambini nel bosco sta svelando tratti sconfortanti delle guide del Paese

Qualsiasi valutazione pubblica -non sostenuta da conoscenza diretta- su una persona, diventa avventatezza, arbitrio.

Se la valutazione riguarda bambini a quanto sopra si aggiungono violenza e squallore.  

Se la stessa valutazione viene espressa su tutti i mezzi di informazione da un rappresentante politico di alto livello per ottenere un vantaggio elettorale immediato, usando i piccoli come leva emotiva, occorre chiedersi se quella figura politica possiede le qualità umane e istituzionali, per occuparsi di decine di milioni di individui.

Una quantità non piccola delle mie pubblicazioni riguardano i bambini. Il primo libro è uscito circa 35 anni fa, ne sono seguiti, sempre sui bambini, diversi altri, quasi tutti tradotti all’estero.

Potrei, quindi, a differenza di quell’esponente politico di cui si parla, essere tentato di definirmi un esperto della materia, eppure quando si verificano situazioni che coinvolgono i bambini, mi guardo bene dall’intervenire con valutazioni pubbliche e opportunistiche, perché l’interesse delle creature coinvolte non ammette simili libertà. A meno che io non conosca così bene gli eventi da poterli trattare col massimo del rispetto.

Ascoltare le cose che abbiamo registrato in questi giorni da una donna delle istituzioni è stato quasi traumatico, sentire esprimere tanta superficialità a proposito dei cosiddetti “bambini nel bosco”, mette tristezza, molta tristezza.

Attaccare sfacciatamente chi si sta impegnando duramente per venire a capo di una situazione molto critica ed emotivamente dirompente, è un atto di miseria e di barbarie, che priva il contesto della necessaria riservatezza, mettendolo al centro di mille morbosità dell’opinione pubblica e a rischio di evoluzioni scellerate.

Sarebbe stata sufficiente una telefonata alle persone impegnate sul campo, giudice dei minori incluso, e dire poche parole civili: “Scusate, non è mia intenzione interferire col vostro lavoro, ma rappresentando i bambini e le loro famiglie parti sensibili della comunità nazionale, vorrei manifestarvi la mia vicinanza e il mio ringraziamento per quanto vorrete e potrete fare per il loro benessere”.  

Non era difficile, ma la discrezione non porta voti. In compenso ci avrebbe spinto ad apprezzare chi se ne fosse servito nell’esclusivo interesse dei bambini.

Metto qui di seguito il link di un articolo sul tema uscito nei giorni scorsi, si può aprire senza fatica, non è criptato.    

https://www.messinatoday.it/blog/riguardare-con-cura/bambini-nel-bosco-politici-influencer.html

4 pensieri riguardo “La vicenda dei bambini nel bosco sta svelando tratti sconfortanti delle guide del Paese

    1. Non appare il suo nome, ma chiunque lei sia la ringrazio per queste poche parole che riassumono lo spirito di quanto scritto. Non possiamo scendere ai livelli di volgarità e incoscienza civile che segnalavo, perché dai pensieri e dalle parole discendono conseguenze che possono distuggere quanto i nostri padri avevano creato, non di rado a costo della vita. Sfruttare a fini mediatici e utilitaristici i bambini non molto diverso che malmenarli o non mandarli a scuola. Anzi. Un caro saluto

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  1. Caro Domenico, dopo aver letto il tuo articolo di stamane volevo parteciparti la costernazione che rispetto alla “famiglia del bosco” anche io provo nel sentire certe considerazioni, certe illazioni, certe squalifiche rispetto ad un lavoro ed un ascolto così delicato e necessario. Ne vengo dall’aver dato ad ottobre un esame a conclusione del master di un anno e di 200 ore in tema di separazioni conflittuali e tutela dei minori. Ne sono contenta. In quell’occasione ho anche conosciuto una collega giudice onorario e ne ho apprezzato la profondità di pensiero, ascoltato la drammaticità dei suoi racconti e delle scelte con cui nel suo quotidiano si deve misurare … ho pensato che, pur avendo acquisito sulla carta un titolo e delle competenze, ci vuole tanto altro per accostarsi a certe problematicità ed è necessario farlo in punta di piedi. Anche nel silenzio. Mentre tutto è così urlato e svilito Domenico …
    Buon venerdì
    Tamara

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    1. Carissima Tamara, non rispondo direttimente, potrei solo diminuire ciò che dici mettendo davanti allo specchio certe autorità che odiano gli specchi e trasferiscono nella vita pubblica, ossia nelle vite di tutti noi, ciò che di irrisolto c’è nella propria.
      In molte circostanze ho scritto, e scriverò fino alla nausea, che la politica non è una comunità terapeutica da utilizzare per compensare le nostre frustrazioni. Paolo VI diceva che la politica è l’ambito più alto della carità, lo riporto da laico che ammirava quell’uomo, così discreto ma capace di sgridare pubblicamente Dio, rimproverandogli di essere stato ingiusto a portarsi via il suo amico Aldo Moro.
      Noi scontiamo la caduta a precipizio della qualità del personale politico, se scorri l’elenco dei padri costituenti e poi dai un’occhiata all’oggi, cadi in unom sconforto senza limiti. Ma la colpa è anche nostra, mia, tua e di chi ci legge, perché non sempre abbiamo il coraggio di mettere le mani nel fango della politica, lasciando spazio a persone che dovrebbero occuparsi di altro.
      Ambito più alto della carità significa livello dei politici molto alto. Non ci siamo, nemmeno lontanamente. Un caro saluto

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