Ancora sugli effetti della pandemia. Fidarsi anche di ciò che vediamo coi nostri occhi

In alcuni commenti al precedente post -in realtà si trattava di un’intervista- si avvertiva come un sospiro di sollievo per la “sdrammatizzazione” dei possibili lasciti della pandemia sulla psiche dei bambini e dei ragazzi.

In effetti la produzione di messaggi allarmanti in questi 24 mesi è stata particolarmente massiccia sulla questione, generando un senso di allarme, dal quale da subito avevo inteso smarcarmi con interventi che potete trovare alla sezione “Link”, dell’home page, che contiene, tra gli altri, specifiche riflessioni apparse su testate nazionali. 

Reiterare comunicazioni negative, piuttosto che alimentare riflessioni costruttive, soprattutto quando ancora i giochi sono aperti, può dare luogo a un effetto accumulo pesante, incrementando ansie e dubbi nei soggetti coinvolti, soprattutto se già di loro propensi a temere che sfugga loro qualcosa di decisivo.

Del resto, dire che la Pandemia determina dei gravami esistenziali nei ragazzi -come se per gli adulti fosse stata una vacanza- corrisponde all’incirca alla scoperta dell’acqua calda. Se i combattenti ci raccontassero che durante la guerra si divertivano un mondo faremmo fatica a crederci, anzi penseremmo a qualche rotella fuori posto o a qualche improvvida esaltazione. Leggere le lettere dal fronte limita assai la fantasia. 

Reagire alle grandi prove accusando preoccupazione e fatica è un segno di normalità, semmai dovremmo temere l’indifferenza. Meno normale è che qualcuno continui a ricordarci che la Pandemia è un problema, presumendo che non l’abbiamo capito.

Qui entra in gioco il ruolo dei giornali, che sono, giustamente, ispirati anche da logiche commerciali, e della loro titolazione, che spesso è pensata per catturare clic. 

Oggi, ad esempio, su un tema che riguarda la politica, i due maggiori quotidiani nazionali sono usciti nelle rispettive edizioni on line, e sullo stesso argomento, con i seguenti titoli.

Grillo congela il Movimento “Le sentenze si rispettano. Ora confronto con Conte”

Leadership M5S sospesa, Grillo contro Conte: “Le sentenze si rispettano” 

Campeggiano due sostantivi diversi, “confronto” nel primo, “scontro” nel secondo, che indirizzano nel lettore prese di contatto non sovrapponibili, propositiva in un caso, bellicosa nell’altro. Pesano, in sostanza, soggettività e finalismi diversi. Qualcosa di simile è accaduto quando, un giorno si e l’altro pure, si valutava l’impatto del modello svedese in risposta alla pandemia. Un giorno le autorità sembravano incoscienti, perché lassiste, un giorno geniali, perché si favoriva l’immunità di gregge, il giorno appresso troppo allegri nell’affrontare la minaccia.

Tale modalità è la medesima che sovente si è registrata quando si sono trattati argomenti delicati, come, appunto, il rapporto dei bambini dei ragazzi con la pandemia, con una coloritura, però, più vicina all’allarmistico.

Non credo si possa fare molto per contrastare tale stato di fatto, se non andare oltre i titoli, leggere per intero il pezzo, ma soprattutto opporre tutto lo spirito critico di cui siamo capaci, perché anche ciò che vediamo noi, coi nostri occhi, conta.

2 pensieri riguardo “Ancora sugli effetti della pandemia. Fidarsi anche di ciò che vediamo coi nostri occhi

    1. Cara Patrizia, credo molti, come te, non ne possano più di questa mistica del povero adolescente. Oggi sono stato cercato da una giornalista, che stava realizzando un servizio sui disagi dei ragazzi per un quotidiano, e anche lei, quando si è resa conto che non avremmo fatto una novena per le povere anime degli adolescenti, se n’è uscita con uno stentoreo “finalmente”. Grazie

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