Bambini, Arte, Natura. Il futuro può ripartire solo da qui.  

I prossimi giorni mi consentiranno di misurarmi con tre argomenti di enorme attualità, in altrettante regioni. 

Credo servirà più a me che a chi mi ascolterà, perché oggi più che mai sento il bisogno impellente di mettere ordine, di ricordare, col conforto della scienza, che fuori di una visione dell’uomo fondata sull’accoglienza, sulla solidarietà, sulla cooperazione, e persino sulla compassione, la salute mentale è compromessa e la nostra vita è vana.

Sabato 1° ottobre sarò ad Arezzo, ospite per la seconda volta di una bellissima manifestazione che parla solo di bambini. “Meno alti dei Pinguini”, così è intitolata. 
La organizza una cooperativa che, malgrado le difficoltà economiche, tiene fede all’impegno. Il programma è reperibile sulla rete. Mi impegnerò su un tema, “Da che parte volgere lo sguardo”, e cercherò di accompagnare gli ascoltatori sul valore decisivo dell’osservazione, quando si svolge un ruolo educativo, partendo dalla distinzione tra esserci, guardare e vedere, che troppo spesso diamo come coincidenti, ma che in realtà lo sono di rado. Una mancata simultaneità che apre le porte a sviste educative ed esistenziali, che lasciano tracce negative profonde nelle vite delle persone.

Mercoledì 12 ottobre, a Vanzaghello, in provincia di Milano, una bibliotecaria instancabile organizza una riflessione sul poemetto “Patria”, della grande poetessa italiana appena scomparsa, Patrizia Cavalli. Non poteva giungere in un momento più significativo questo stimolo, perché vorrei capire cos’è davvero una patria, quanto è estesa, quanti popoli e quanti diritti contiene. Non amo una patria concepita come condominio signorile dotato di portineria e cancellate altissime. Non fa bene ai nostri figli, i cui cuori e le cui menti sono più aperti.
La patria può coincidere con spazi molto estesi, infiniti, non ci sono misure oggettive, solo noi possiamo decidere le sue dimensioni e le sue leggi. L’educazione sempre a espandere, se non ci riesce tutto rinsecchisce, anche le prospettive dei bambini.

Venerdì 14 ottobre, sarò a Francavilla, in Abruzzo. Mi confronterà con il nuovo presidente nazionale del WWF Italia e il direttore di Famiglia Cristiana, sul tema “Uomo senza Natura. Natura senza uomo”. Anche in questo caso, forse soprattutto in questo caso, le domande sono infinite, ma fermarsi solo a quelle può solo dare l’illusione che ce ne stiamo occupando, invece accade solo di rado, sempre più ripiegati come siamo nello stesso individualismo che ci sta portando fuori strada in molti ambiti.

Bambini, arte, natura. Associati dall’innocenza e dalle promesse, ma traditi dalla superficialità e indifferenza che pescano nel medesimo acquitrino, sotto la cui acqua torbida ristagna una tossicità che scambiamo per nutrimento.    

6 pensieri riguardo “Bambini, Arte, Natura. Il futuro può ripartire solo da qui.  

  1. Il titolo del suo articolo mi ha subito colpito perché ha offerto un rimando immediato di conferma sui bisogni educativi prioritari che il team docente di cui faccio parte ha messo al centro della progettazione dell’anno scolastico. “Stiamo guardando nella direzione giusta, sta ora a noi usare la lente al meglio”, mi son detta nell’accostarmi al suo articolo.
    Bambini, arte e natura, sebbene collegati tra loro da un legame speciale, purtroppo subiscono gli effetti di questo nostro tempo accelerato. I bambini, l’arte e la natura hanno bisogno di tempi lenti, di presenza, di cura costante. Osservare nella fretta ci fa perdere pezzi del puzzle, a volte proprio quel pezzo che avrebbe potuto fare la differenza nel quadro d’insieme. Il rischio di osservazioni parziali e distorte è dietro l’angolo quando si ha troppa fretta o ci si lascia travolgere dal senso di produttività ed efficienza privilegiando i prodotti e non i processi. Chi educa deve averne consapevolezza o comunque lavorare per tendere ad essa. Bisogna recuperare lo “stare” con i bambini, lo stare con loro nella natura, che già di per sé è profondamente artistica.
    Grazie degli spunti di riflessione su questi nuclei tematici.
    Con stima

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    1. Grazie Antonella, quelle tre colonne della vita del Pianeta, bambini, arte e natura, si salvano insieme o non si salvano, perché sono legati da un’intima connessione assai più profonda di quanto si osi pensare. Solo salvandoli insieme noi salviamo la nostra umanità. Il compito della scuola, in questo caso più che in altri, è tenere desto il principio che non è gerarchizzando l’impegno che si migliorano le cose. Non esiste un bambino sano in una ambiente che muore. Non esiste un bambino sano in un mondo deve la creatività è spenta, a beneficio di ciò che si può monetizzare. Grazie

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  2. Buon incontro aretino, oggi: sono certa che, qui come negli altri appuntamenti, incontrerà molte altre persone che cercano con coscienza la giusta rotta. Grazie.

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    1. Questo non possiamo saperlo, ma credo che il fatto stesso di scomodarsi per andare ad ascoltare argomenti come
      quello da il titolo all’incontro, sia di per sé una buona notizia. Giro il Paese da 35 anni, non saprei se questo sia stato utile a qualcuno, di certo lo è stato per me, perché mi è stato permesso di conoscere la comunità nazionale direttamente, non per sentito dire. Dalla Sicilia al Friuli, riscontrando una varietà che spesso è ricchezza, talvolta, purtroppo, incomunicabilità. Grazie

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