Perché l’ignoranza contagia la vita civile e può rovinare noi e i nostri figli

“Non c’è posto per questa ideologia basata sul nazionalismo etnico né dentro né fuori dalla casa di Dio, né nel Cristianesimo, né nell’Ebraismo, né nell’Islam”. Sono parole di un uomo di chiesa, per l’esattezza del presidente della Conferenza episcopale tedesca, monsignor Heiner Wilmer, a commento della vittoria schiacciante di un partito neonazista, AfD, nelle elezioni in Sassonia-Anhalt. 

La presa di posizione del prelato non è estranea a ciò che cerchiamo di raccontare su questo blog,, perché si tratta di uno spazio dedicato ai temi educativi, che in questo caso specifico vuole fare riflettere chi educa sulla presenza di ideologie totalitarie, violente contro tutto ciò che non si allinea alla loro soggettività malata. Voglio riaffermare, infatti, che chi vota tali movimenti, nasconde tratti patologici. Come spiegherò, si tratta di una valutazione tecnica, estranea alla politica.

Si può accettare che una persona in situazione difficile si ribelli allo stato di fatto, la sua ribellione non è solo giusta ma necessaria. Non si può, invece, tollerare che si incoraggino la nascita e la sopravvivenza di tali fenomeni. Le indagini sociologiche effettuate in Germania puntano il dito contro l’ignoranza, ma non è solo questo, c’è qualcosa di malsano, un odio feroce verso i propri simili, una mancanza totale di interesse nei loro confronti. Anche il grande teologo protestante Dietrich Bonhoeffer, che fu impiccato dai nazisti, attribuiva all’ignoranza il sostegno dei suoi compatrioti al partito di Adolf Hitler. 

Alfred Adler sosteneva che il misuratore della normalità psichica è il sentimento sociale, quando è assente o carente l’ombra della malattia si approssima, minando individui e società. Il leader AfD nella regione Ulrich Siegmund chiede classi separate per bambini con disabilità e migranti. Mi permetto di ricordare che i nazisti negli anni Trenta vararono il famigerato progetto Action T4, che prevedeva lo sterminio dei disabili. Furono quelle povere creature le prime vittime della ferocia dei nazisti, a cui evidentemente non piacevano le figure geometriche irregolari, le stesse che oggi paiono invise ai leader e agli elettori di AfD. 

C’è qualcosa di regressivo, barbaro, primitivo dietro tutto questo, anche se la vicepresidente e fondatrice dello stesso partito si dichiara cattolica, ma sui cattolici che usano la loro condizione per annebbiare i sensori dei cittadini più sprovveduti, occorrerà tornare.

Questo eclettismo, che mischia diavolo e acquasanta, se non è ignoranza è confusione e se non è nessuna delle due è cattiveria, pura cattiveria, che arriva da mondi interiori oscuri, inquietanti e malati, nascosti dietro pretesti politici.

Nei giorni scorsi, a Francavilla, in Abruzzo, un giovane cuoco, italiano di origini dominicane, è stato prima insultato e poi pestato da un gruppo di bravacci, di cui possiamo indovinare orientamento politico e stato mentale. 

Conclusione, votiamo come ci pare, ma quando lo facciamo cerchiamo di non incoraggiare chi vuole distruggere il poco di civiltà rimasto vivo, perché i primi a pagarne le conseguenze saranno i nostri figli, quelli in carne ossa coi quali abbiamo appena finito di pranzare. Il problema dei migranti, di cui nessuno può negare l’esistenza, si può affrontare solo se prima si riconosce l’umanità di chi arriva in Italia da un altro paese, se non fosse così sarebbe difficile spiegare ai nostri figli, che a scuola convivono con l’intero pianeta, chi siamo veramente noi genitori e, soprattutto perché ci dovrebbero prendere sul serio quando parliamo di “valori”.

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