Mettere “insieme” è possibile. Bimed e il piccolo-grande miracolo di Paestum

Da qualche anno in Campania centinaia a centinaia di ragazzi-musicisti, provenienti da scuole di tutta Italia, si riuniscono e suonano insieme per celebrare un tema fondante della nostra convivenza, della nostra cultura.

La mente di questa impresa, che richiede mesi di lavoro preparatorio, si chiama Bimed, un’associazione che mette insieme migliaia di scuole di tutto il territorio nazionale, creando una corrente virtuosa che le attraversa e le “rammenda” attraverso iniziative a getto continuo, come la Staffetta letteraria che trasforma la scrittura in un incontro di sensibilità che si fondono e superano i confini.

Chi è curioso può trovare su Internet le informazioni relative a Bimed, scoprirà che intorno a noi c’è tanta “materia oscura”, che senza posa e in silenzio contribuisce a tenere insieme la comunità nazionale impedendole di sfilacciarsi. Realtà che, con molta fatica, “stanno”, consapevoli che ogni arretramento si traduce in un assottigliamento della speranza, in un tradimento delle giovani generazioni.

Quest’anno gli studenti sono mille, si riuniscono la mattina dell’otto ottobre presso il parco archeologico di Paestum, e suonano insieme per esaltare il valore della Libertà, dopo avere trascorso, sempre insieme, alcune giornate di prove e di socialità.

Non importa quello che suoneranno. Suoneranno insieme, questo conta, questo basta, perché anche la libertà, la protagonista di quest’anno, non è altro che la celebrazione della nostra natura corale, quella a cui dobbiamo ognuno dei nostri progressi, piccoli e grandi, la stessa che stiamo smarrendo a ritmo vertiginoso mettendo a rischio il Pianeta e tutte le specie che lo abitano, compresa la nostra.

Suonare insieme, il mezzo conta almeno quanto il fine, soprattutto quando le intenzioni sono ispirate dal sentimento sociale.

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