Le conseguenze, tragiche, di una memoria senza memoria

L’irruzione della virtualità nella nostra esistenza genera delle conseguenze, in particolare sui processi della memoria che, sopraffatti da un numero di eventi di portata sconosciuta, una tempesta continua, non discriminano più a sufficienza. 

Attraverso questo assalto, i meccanismi di valutazione interni tendono a “drogarsi”, così si stabilisce, anche senza volerlo, una sorta per perversa equivalenza tra gli stimoli in ingresso, immagazzinati tutti negli stessi scaffali, affastellati alla rinfusa senza alcuna gerarchia. Vale anche, quando non soprattutto, per i fatti storici, messi uno accanto all’altro con superficiale neutralità. 

Non è detto che a livello neurologico le cose vadano esattamente nel modo descritto; tuttavia, a livello “obiettivo” l’impressione è che questi “carichi” eccessivi determinino un certo appiattimento nella catalogazione, dando luogo a pericolose superficialità.

Gli eventi, e persino le persone, che premono sulla memoria in quantità mai registrata in passato, soprattutto grazie al potenziale infinito della virtualità, possono correre il rischio di somigliarsi.  

Le conseguenze non sempre le cogliamo, ma ci sono, anche quando non sembrano riconducibili a questo fenomeno. Sta accadendo anche in questo preciso momento, nella vita collettiva, eppure, prevalendo la comunicazione virtuale a getto continuo, la nostra capacità di orientarci viene collocata su un ottovolante dove emozioni sempre più volatili la fanno da padrone. Questa, detto per inciso, è la ragione per la quale ultimamente i sondaggisti collezionano cantonate, anche clamorose. 

Quando la posta in gioco è alta, si può andare incontro a delle catastrofi.

Occorre che ognuno di noi si munisca di un antidoto, vale per qualsiasi cittadino, ma soprattutto per chi svolge compiti educativi. Solo studiando, documentandosi e allenando la memoria, possiamo distinguere, dunque salvarci, noi e i nostri figli, da brutte reiterazioni.

Ottantadue anni fa, mio padre, poco più che adolescente, fu reclutato da un regime criminale, guidato da una tragica macchietta, caricato su un piroscafo e spedito in Africa. Qui fu catturato e passò oltre sei anni in un campo di concentramento, compromettendo per sempre la propria salute. 

Fu uno dei tantissimi, troppi, che ora gridano, forse vanamente, per metterci in guardia.

Morì ancora giovane, venti anni dopo il rientro, per le conseguenze di una follia che a molti sembra non essere mai accaduta mentre per altrettanti è stato un momento epico, da replicare al più presto. 

Credo sia urgente fare posto, liberare la memoria, riordinarla, sebbene, come si diceva poc’anzi, essa sconti una pressione incessante da parte del mondo esterno, saturando i suoi pure capienti magazzini e confondendone gli strumenti di peso e di misura. 

Un compito nuovo, impensabile fino a pochi anni fa, ma sempre più necessario, da eseguire a partire da subito, prima di scoprire sulla nostra pelle che l’equivalenza degli eventi è l’illusione più grande, il nemico silenzioso che potrebbe rubarci anni preziosi.  

2 pensieri riguardo “Le conseguenze, tragiche, di una memoria senza memoria

  1. L’equivalenza degli eventi è un inganno potente, che poggia le basi sulla nostra ignoranza e pigrizia, sulla mancanza di senso critico e di volontà di approfondire, studiare, andare a fondo.
    Aggiungiamo poi che a una certa politica fa anche comodo così, anzi è la prima ad alimentare questo sistematico azzeramento della memoria, per trarne vantaggio. Perché un popolo ignorante è un popolo che più facilmente puoi sedurre con promesse irrealizzabili, manipolare soffiando sulle paure per crearne di più grandi, dominare istigando all’odio per nuovi nemici contro cui aizzare gli animi.

    "Mi piace"

    1. Quello che lei afferma, caro Gianni, spiega anche una certa refrattarietà verso la memoria da parte di alcune componenti della società e della cultura. Ma costruire un romanzo partendo dal decimo capitolo non è un’idea intelligente. Grazie

      "Mi piace"

Rispondi a Domenico Barrilà Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: