Contrastiamo il razzismo, grave emergenza educativa, civile e politica che può travolgere le nostre famiglie

https://tg24.sky.it/cronaca/2022/11/18/razzismo-spiegato-ai-razzisti

Proporrò alcuni articoli a distanza ravvicinata che trattano questo tema e le sue conseguenze non in astratto ma nelle vite delle nostre famiglie delle nostre comunità. Riflessioni apparse sulle pagine di Skytg24, in questo caso NON CRIPTATE e accessibili a chiunque.

 Agli educatori il compito di proteggere le nuove generazioni da questo grave imbarbarimento.  

Esiste una forte continuità tra ciò che accade tra le mura di casa, nelle aule scolastiche, nella società civile e, soprattutto, nella politica.

In questi giorni proprio la politica, una parte cospicua di essa, sta giocando la carta pericolosa e incivile del razzismo, attraverso la deformazione spregiudicata di fatti e dati oggettivi al solo scopo di guadagnare consensi, senza curarsi dell’odio che scaturisce da tali pratiche.

Una miccia collocata, deliberatamente, sotto i piedi dei nostri figli, ipoteca sul presente e sul futuro, accesa da personaggi meschini e violenti, sopraffatti da problemi personali non risolti, che sognano di entrare nella memoria collettiva distruggendo tutto ciò che i nostri padri avevano costruito con la tenacia e il sacrificio.

4 pensieri riguardo “Contrastiamo il razzismo, grave emergenza educativa, civile e politica che può travolgere le nostre famiglie

  1. Quanta verità in questa riflessione.
    La manipolazione dell’odio è una forma di violenza, né più né meno.
    Una violenza che non colpisce solo chi ne è bersaglio, ma l’intera comunità, perché erode fiducia, solidarietà e senso di futuro. Grazie.

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    1. Cara Gianni, per capire il male che sta ammorbando il mondo occorre uscire dai manuali di psicologia e immergersi nelle storie personali di quegli individui che sembrano puntare alla distruzione del mondo. Si tratta di persone, che spesso fanno politica, incapaci di annidarsi nel mondo, perché impreparati o inibiti da storie educative sbagliate. Se ascolta le loro parole e osserva i loro gesti toccherà con mano che costoro sono intenti a cogliere ogni spunto di male e moltiplicarlo, per asservirlo ai loro disegni disrtuttivi, unico orizzonte dei loro spazi interiori colmi di odio e di disperazione. Dobbiamo imparare a individuare queste fonti distruttive e a difendercene, anche attraverso il voto. Un caro saluto

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  2. Caro Domenico, il post e l’articolo correlato mi hanno indotto una riflessione, innescata da due parole che contengono: continuità e progressione. 
    Premetto che la serie di articoli sul tema del razzismo, che lei ha annunciato di pubblicare, rappresenta, secondo me,  un prezioso contributo per alimentare l’opposizione alla progressione di sentimenti xenofobi e razzisti che ha preso nuovamente campo. A distanza di un secolo, infatti, stiamo percorrendo la stessa strada che portò alla nascita del Male Assoluto, cioè del nazifascismo. Alla fine di quell’incubo, il mondo si chiese come fosse stato possibile arrivare a tanto orrore. Io penso che una risposta possa fornirla uno dei due sostantivi che lei ha usato: progressione. Non si trattò di un innesco istantaneo di idee e azioni disumane, ma di una progressione. Una progressione applicata scientificamente: teorizzazione, individuazione, applicazione. Se fosse nato già sviluppato, proposto nella sua brutalità finale, quel mostro avrebbe probabilmente generato una reazione. Forse, sarebbe stato debellato, prima di produrre ciò che produsse. Invece, s’impadronì della mente di un intero popolo, un po’ alla volta. Scientificamente.
    Io sono nato quand’esso era stato sconfitto da vent’anni, e sulla facciata del Palazzo Comunale del paese in cui abitavo ho sempre letto e riletto quei caratteri rossi che marchiavano la pietra serena con il celebre epilogo (e  ammonimento) di un’opera di Brecht: 
    “E voi, imparate che occorre vedere e non guardare in aria;
    occorre agire e non parlare.
    Questo mostro stava, una volta, per governare il mondo!
    I popoli lo spensero, ma ora non cantiamo vittoria troppo presto:
    il grembo da cui nacque è ancora fecondo”.

    Io vedo in questo monito il punto di confine in cui s’incontrano “progressione” e l’altro sostantivo “continuità”. L’incipit del suo articolo è chiarissimo, è una verità assoluta: quanto accade fra le mura di casa si riverbera, alla fine, nella politica, passando per la scuola e per tutti i luoghi vitali della società civile. C’è una continuità, nel percorso. C’è una continuità, nel bene come nel male; nell’educazione faticosa ai valori di convivenza civile, o nel cullarsi nel più rilassante menefreghismo, tanto “l’importante è che non succeda nulla alla mia famiglia, qualcuno ci penserà”.   A ciò vanno aggiunte due considerazioni. La prima: i politici non sono una specie vivente altra, siamo noi. La seconda: quell’incipit lo possiamo leggere anche al contrario, perché il percorso è bidirezionale. Ossia, la politica può determinare o condizionare, alla fine, anche il pensiero delle singole persone, e – in un percorso maligno – instillarvi e stratificare convinzioni aberranti e disumane. Come accadde cent’anni fa.
    Quindi, la mia riflessione porta a questa rappresentazione: dove la continuità della trasmissione di valori positivi, in quel percorso, subisce fratture, interruzioni, distorsioni, la coerenza del Bene non è più sufficiente a dare risposte ai problemi. Si generano dei vuoti (che possiamo associare al “grembo” di Brecht), dove si insinuano individualismo, risposte facili, reazioni istintive; che si sviluppano, e che (nel percorso a ritroso) vengono rilanciate e amplificate dalla politica, e rappresentate come “la soluzione”. La loro progressiva stratificazione, alla fine, riempie il vuoto. E lo feconda, di nuovo.Illuminare quei vuoti, condividerli, segnalarceli a vicenda, dare una misura alla profondità del baratro, è un antidoto, se non sufficiente, necessario, per contrastare la nascita di nuovi mostri. Da cui, il valore dei suoi articoli.
    Le chiedo, Domenico, se trova condivisibile questa mia riflessione. Maurizio

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    1. Caro Maurizio, i due grandi nemici dell’umanità sono l’ignoranza e la cecità, una causa dell’altra, due tragici compagni di viaggio, insieme formano la scure che stiamo ponendo alla base della pianta. Oggi posterò il secondo articolo, troverai altre consonanze,
      le stesse che trovo io nelle tue parole. Un caro saluto e grazie per i tuoi pensieri

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