Ignorare i morti di Ceuta e il grave comportamento di chi ci rappresenta, ferisce le speranze dei nostri figli

Quando avrete finito di leggere questa riflessione potete decidere se Voce del verbo stare è ancora il vostro blog. 

Quattro anni fa, quando il nostro paese si è spostato verso culture che trovo, anche da un punto di vista scientifico, lontane dagli interessi dell’umanità, quindi anche delle nuove generazioni, avevo messo un commento su questo stesso blog, lo trovate con il titolo “Perché questo non è uno spazio per individualisti”, tra gli articoli del mese di ottobre 2022.

Già allora ero stato molto chiaro, adesso sono obbligato a esserlo ancora di più. 

Ieri dalle parti di Ceuta, exclave spagnola, decine di migliaia di persone hanno messo in gioco la propria vita per attraversare il confine tra il Marocco e il territorio spagnolo. 

In questo disperato tentativo di trovare un’esistenza migliore, 63 persone, bilancio provvisorio, immagino quasi tutti giovani, sono morti annegati.

Ora, né dalla presidente del consiglio, che si proclama cristiana e madre, né dal suo vice, che esibisce il rosario come un feticcio, sono arrivate parole di compassione per queste povere persone. Immagino perché i caduti non sono i loro figli, ma il cristianesimo di cui ritengono di essere parte, è fondato sul presupposto chiarissimo che siamo tutti figli dello stesso Dio, fratelli.

Dunque, o queste persone sono solite leggere versioni private del Vangelo, sconosciute ai più, oppure sono bugiarde seriali che usano cinicamente il cristianesimo per obiettivi incompatibili con esso. 

In compenso, di fronte alle gravi difficoltà di una nazione amica, si sono attestati su una posizione aggressiva, forse su stimolo dei loro confratelli, estremisti di destra iberici.   

Oggi sperimento una grande rabbia e un altrettanto grande dolore per quei ragazzi e per le loro famiglie. Sapere che giovani dell’età dei nostri figli perdono la vita non mentre rapinano una banca o mentre fanno affari con la Camorra -magari coperti dai loro amici di partito-, ma nell’atto di cercare una trama diversa all’unica vita che possedevano, è disperante, ma ancora di più lo è sentirsi rappresentato da un’ideologia e dalle persone che la incarnano, che non appartiene al sottoscritto e neppure a questo blog, incentrato su capisaldi come la competenza e la solidarietà tra tutti gli esseri viventi.  

Pensate solo per un attimo cosa provereste se a morire fossero stati i vostri figli. 

Questo blog coltiva una visione dell’uomo incompatibile con le idee di chi considera i migranti esseri inferiori e gli omosessuali dei malati, che per ragioni di convenienza elettorale sposa posizioni, anche compiacendo l’integralismo religioso, che umiliano la dignità dell’uomo, perché si sentono proprietari della sua vita, anche quella degli ultimi giorni. 

In queste pagine si parte dal presupposto che siamo una specie composta di uomini liberi, il cui progresso è innescato dalla loro natura cooperativa, come il grande scienziato Alfred Adler aveva teorizzato e documentato più di un secolo fa e i suoi successori confermano tutti i giorni.

Impossibile smentire tale presupposto, che possiamo vedere positivamente in azione nelle società più evolute, mentre risulta irreperibile tra i gruppi umani che negano principi come la libertà, l’uguaglianza e la pari dignità, nelle società dove il razzismo, la violenza, l’omofobia e la disparità sociale crescono senza sosta. 

Abbiamo a cuore il destino dell’uomo e i suoi fondamentali diritti, crediamo nel rispetto nella Natura. I morti di Ceuta sono ferite che ci appartengono, mentre non ci rappresentano le tristi manifestazioni di chi tradisce ogni principio di solidarietà per ragioni poco nobili, sporcando l’intero Paese con questo calcolo irresponsabile. 

Ps. Questo non esclude che la Spagna e tutti i paesi colonialisti, Italia compresa, ci debbano spiegare cosa ci facevano e ci fanno ancora in casa d’altri.

Aggiornamento alle ore 22.30. I corpi recuperati sono saliti a 84, una bruttissima notizia. Bisogna sperare non ve ne siano altri.

Invece la notizia positiva è che oggi, dopo l’uscita del post e finora, si è cancellata una sola persona. Evidentemente in questi anni abbiamo fatto un ottimo lavoro di scrematura, ma soprattutto nel nostro piccolo possiamo godere della certezza che si possono formare comunità di modeste dimensioni, siamo meno di 700, capaci di aggregarsi intorno a una idea di umanità civilissima, solidale e resistente agli urti del populismo.

14 pensieri riguardo “Ignorare i morti di Ceuta e il grave comportamento di chi ci rappresenta, ferisce le speranze dei nostri figli

  1. Caro Domenico, tornasse il protagonista dei Vangeli queste nostre guide politiche verrebbero apostrofate come fece con i farisei, sepolcri imbiancati, belli fuori e morti, falsi, cattivi, marci fin nel midollo. La qualità di un politico, oltre che la dedizione vera al bene comune universale, dovrebbe essere verificata nella capacità di compassione (patire con); un’empatia scomparsa dagli orizzonti dei più. Facciamo a gara a chi la spara più grossa nel ventre dell’elettorato. “Lo risolvo meglio io il problema di questa invasione di reietti e figli di un dio minore”. Perché la formula alla soluzione di un problema cosi denso dell’intera storia dell’umanità lo si può solo proclamare con formule semplici quanto becere, dal fresco del proprio ufficio comodamente seduti e solo nella certezza (chissà poi derivante da cosa) che né a loro né ai loro figli capiterà mai di dover passare manco un’ora su di un barcone, in una notte fredda e buia, alla ricerca di una vita migliore. Naturalmente appesa a un flebile filo che ha un’altissima probabilità di spezzarsi.

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    1. Caro Armando, sarebbe educativo se ciascuno potesse provare sulla propria pelle e su quella dei propri cari ciò che infligge con tanta naturalezza e altrettanto menefreghismo agli altri, forse tornerebbe nel girone degli umani e noi potremmo accordargli il diritto di occuparsi ancora della nostre comunità. Un carissimo saluto

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  2. Caro Domenico, condivido ogni parola. Di fronte a decine di ragazzi inghiottiti dal mare chi ci governa ha trovato la voce solo per sospendere Schengen e agitare lo spettro dei confini e del terrorismo. Non una sillaba di compassione per quei morti. È questa la misura di una politica che si fregia di simboli cristiani e poi dimentica il comandamento che riassume tutti gli altri: ama il prossimo tuo. La rabbia che provo è quella di chi vede il Vangelo usato come una bandiera da esibire e mai come una possibilità da vivere. Non si può invocare Dio, la famiglia e la nazione e insieme voltare le spalle a chi muore mentre cerca soltanto di vivere. Questi morti ci appartengono; quel silenzio, no e ci chiederà conto.

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    1. Caro Andrea, sono le stesse persone che si sbracciano nella difesa della vita prima che questa venga al mondo, comportandosi in modo ideologico e fanatico, perché ciò che non si vede si può idealizzare, tanto non è una minaccia perché è distante. Facili pose, molto lucrativo, ma poi quando quella stessa vita si palesa e mostra i suoi bisogni, chiedendo amore e solidarietà, loro le voltano le spalle, mossi dalla preoccupazione che possa invadere i loro spazi e pretendere di una frazione del loro benessere, l’unica cosa a cui tengono, insieme al potere. Prova a riflettere su come parlano dei giovani che mostrano gravi disagi sociali, a questi non offrono alcuna competenza, nessuna risposta pedagogica, ma solo intenti polizieschi, vendicativi.
      Molti tuoi confratelli si sono lasciati ingannare da questi intenti, nella stupida illusione che il loro Dio possa condividere anche una sola delle loro parole o delle loro perverse intenzioni. Non è una grande stagione della nostra vita, siamo di fronte al drammatico ritorno di una malattia che già un secolo fa funestò la vita dei nostri nonni e dei nostri padri. Ma non è lecito rassegnarsi, lo dobbiamo alle giovani generazioni e, persino, a quei creduloni che con la loro superficialità diedero fiducia a costoro, mettendo noi e loro stessi in una situazione più complicata di quanto pensiamo. Questa cultura che ci minaccia è priva di ingredienti umani, tocca alle persone di buona volontà rimetterli in circolo. Un abbraccio

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  3. Ci sono momenti, nella comunicazione politica, in cui il silenzio pesa più delle parole.
    Nel racconto della Presidente del Consiglio sulla crisi di Ceuta, quel silenzio è evidente: ha ragione, quei morti non compaiono, non esistono, non disturbano la narrazione. Non incrinano la linea del “noi contro loro”. Eppure sono stati il prezzo umano altissimo di una crisi che ha travolto un altro Stato europeo, un altro confine, un’altra comunità. Ma il sovranismo funziona così: la tragedia è reale, solo quando accade a casa propria.
    Quando accade altrove, diventa un argomento, un pretesto, un’occasione per attaccare l’Europa, la Spagna, chiunque non rientri nel perimetro del proprio consenso. Ma anche il suo interrogativo finale va al cuore e alla radice della questione: cosa ci fa l’Europa in Africa?

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    1. Caro Gianni, nei giorni scorsi mi chiedevo come è possibile per un paese sopravvivere nel passaggio dai giganti del passato, che certo non erano perfetti ma possedevano valori e competenze di enorme livello, agli attuali nanetti da giardino, incompetenti e velleitari, a cui manca totalmente un impianto, una visione pro-sociale, un progetto di vita comune in cui la dignità non è una concessione ma un diritto da coltivare anche attraverso gli organi di governo. Evidentemente la risposta alla mia domanda è che non si sopravvive.
      Non si può dare ciò che non si possiede, noi abbiamo bisogno di altro, di un salto di scala impossibile da realizzare con questi attori, che sembrano come dei bambini rimasti chiusi in un negozio di caramelle e non si sono ancora ripresi dalla sorpresa. Un caro saluto

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  4. Caro Domenico,
    anche per me è troppo! Come si é potuti continuare ad arrivare fino a questo punto? Davvero mi meraviglia ancora che i fatti di Ceuta non destino commozione, pietà, desiderio di ristabilimento della giustizia, del ripristino del diritto, della strenua lotta alla diseguaglianza sociale, del riconoscimento di un’ammissione di colpa e di richiesta di perdono che tarda ad arrivare per lo sfruttamento che l’Occidente ha compiuto barbaramente su queste terre!
    E anche questa semplice deduzione surrettizia, di sentirsi cioè popolo eletto e circoscritto nei propri confini, come se fosse un loro merito nascere nelle nostre terre confortevoli piuttosto che in quelle terre abiette! Di fronte a tale realtà di un’ignoranza e una tracotanza estremi, attraversato da una discreta impotenza, sento ancora tutto il valore di gridare fino al Cielo quasi a chiederne conto di quest’orrore. Ma non dimentico la mia responsabilità personale che, come parte integrante e cooperante di questa umanità, non possa poi essere indifferente e silenzioso. E di continuare l’impegno a nutrire e a pensarsi che essere anche solo un frammento pulsante e solidale di un tutto che m’inabita, pur nei miei meandri insufficienti che mi attraversano, abbia un futuro e una riconciliazione.
    Non voglio uscire da questo blog. Grazie Domenico.

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    1. Caro Salvatore, date le condizioni di partenza, non era difficile immaginare, già quattro anni fa, lo svolgimento di questo psicodramma in cui l’intero Paese rischia di smarrirsi. Non ci possono obbligare a remare, prima dobbiamo capire se viviamo in una comunità per cui valga la pena remare, perché stavolta stiamo andando in una direzione sbagliata, attraverso una strada senza ritorno. Il Paese è diviso come mai io ricordi, rammento gli anni delle BR quando tutti, quasi all’unisono, rifiutammo di piegarci a quella violenza che non distingueva tra buoni e cattivi, abbiamo salvato il Paese gridando il nostro dissenso, oggi è più complicato perché i malintenzionati sono certi di essere nel giusto, non esiste un filo di autocritica, esattamente come accade nelle malattie psicotiche e nei sistemi politici in cui la democrazia si è fatta precaria. Un caro saluto e grazie per le tue parole

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  5. ciao Domenico, questi ultimi sono stati 15 giorni di pura propaganda e penso che francamente siamo sono all’inizio. Purtroppo vinceranno loro e vincerà la disumanità di Trump e dei suoi seguaci in tutta l’Europa. A noi non resta che trovare qualche via giusta per toccare il cuore (e la pancia) di chi vorrebbe un mondo meno disumano e per fortuna che abbiamo persone come te o come Carofiglio che ho appena ascoltato su La7 che riuscite a dire le cose vere facendo capire in modo intelligente quanto questi personaggi del mondo sovranista siano abili sciacalli nel conquistare milioni di voti di cui possono non rendere conto a nessuno perchè rilanciano continuamente con paura e odio contro il diverso. E’ necessario trovare leader illuminati che tocchino le stesse corde, ma in giro ne vediamo ben pochi e anche se ci fossero, come stiamo vedendo in questi giorni in Spagna, facilmente verrebbero neutralizzati. Prepariamoci al peggio sia in campagna elettorale che dopo…per esempio temo qualcosa di simile a un tentativo di colpo di stato in Usa per mantenere Trump almeno altri quattro anni alla Casa Bianca

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    1. Comprendo, caro Massimo, i tuoi giusti timori, anche perché è emersa simultaneamente una generazione di spostati, non c’è un solo Hitler, vi sono tanti epigoni, anche insignificanti ma che fanno volume. L’unica speranza è la loro intrinseca stupidità, gli stupidi posso solo distruggere perché sono privi di idee, dobbiamo aiutare il destino e gli eventi a smascherarli tutti insieme. Di sicuro dovranno fare i conti con noi, che amiamo la democrazia e non la cederemo in silenzio. Meglio per loro se non ci mettono alla prova. La rabbia dei miti può travolgerli. Intanto i morti di Ceuta aumentano, al momento sono stati recuperati 84 corpi, speriamo non ne ve ne siano altri.
      Un caro saluto a te e ai tuoi cari

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  6. ben poco possiamo attenderci dai “nanetti da giardino” che neppure quest’anno sono riusciti ad esprimersi compiutamente alle cerimonie di ricorrenza del 2 agosto, a Bologna … figuriamoci rispetto ad un luogo che magari faticavano ad indicare sulla carta geografica, prima della tragedia attuale … Ma noi saremo solidi, oltre che solidali

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    1. Caro Mauro, non voglio aggiungere un commento alle tue parole, ma sono pormi insieme a te una domanda, ossia come siamo potuti arrivare a questo punto. Di sicuro ci siamo persi tante cose per strada e, purtroppo, nessuno è innocente. Un caro saluto

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  7. Dottore,
    nessuna cancellazione ci sarà anzi. E’ un luogo da cui attingo per cercare di capire meglio. Non ho studi sufficienti per dibattere scientificamente su quanto sta accadendo, ma abbastanza vita da fiutare il pericolo da lontano.
    Nelle discussioni con parenti amici conoscenti noto che tutti sono sicuri delle nostre idee e quando si cercano le fonti di certe idee escono informazioni molto strane. Ognuno ha i propri canali. Come se i fatti che accadono non sono oggettivi ma frutto di opinioni e di interpretazioni. E’ successo all’ultima cena di colleghi ma anche con una signora appena andata in pensione che si ritiene molto colta, o alla signora, che in coda per le bollette del gas, mi dice sicurissima che lei crede nella contro informazione, per concludere con la signora volontaria della Cgil che quando le dico sicura che l’importante è votare i principi della sinistra, mi risponde che no su quello bisogna valutare.
    Allora comincio a pensare che siamo tutti convinti di sapere ma non sappiamo un bel niente. Dobbiamo ricominciare da capo. Mi occupo di bilanci e faccio paghe e i primi a non farsi aiutare sono i colleghi che non sanno fare i conti, parlo di politica e non si conosce la distinzione tra destra e sinistra, come Lei ci ha ben spiegato in un post. Prendere posizioni chiare politicamente sembra dare sabbia negli occhi. Ho da poco sentito la testimonianza di una parlamentare che diceva che le prime donne elette andavano casa per casa a cercare i voti. Credo si debba ricominciare dall’inizio. Chiesa compresa.

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    1. Gentilissima, mi spiace non poterla chiamare per nome, perché non appare, ma il suo commento, che mi piace molto, è benvenuto. Domattina troverà un nuovo post che, sono certo, le innescherà nuove riflessioni. Riprendo un tema a me molto caro, quello dell’individualismo, una specie di convitato di pietra che tutti diciamo di non conoscere ma che in realtà è apparentato con tutti noi, in misura diversa, soprattutto a destra e questa, mi creda, non è una notazione politica ma psicologica, come cercherò di dimostrare in uno libro a cui lavoro da un paio di anni. La destra è una sorta di patologia perché non conosce il pilastro del progresso della nostra specie, la compassione. La signora, sindacalista della CGIL, è la prova provata che l’individualismo pesca nella confusione delle coscienze, soprattutto nell’ignoranza perché non avere chiaro che destra e sinistra coltivano due visioni dell’uomo inconciliabili, una delle quali non è solo diversa ma radicalmente sbagliata, è un problema, anzi un grave problema. Parlo del dettato teorico, non mi sento di dire che che i politici di sinistra siano migliori per definizione, ma di sicuro rappresentano delle idee più vicine alla dignità dell’uomo.
      La ringrazio davvero per le sue parole e del tempo che ha dedicato al blog. Buonanotte

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