Il desiderio di essere visti determina la nostra intera esistenza 

Se vogliamo scegliere dei criteri utili alla lettura delle azioni degli esseri umani ma, soprattutto, se vogliamo trovare modi per orientarci nel nostro modo di procedere e in quello dei nostri figli, dobbiamo partire dal desiderio di essere “visti” perché il nostro comportamento quotidiano e quello dei nostri simili ne sono letteralmente imbevuti. 

Se eludiamo questo strumento interpretativo, capiremo assai poco di ciò che si agita nell’animo umano e quasi nulla del comportamento di bambini e ragazzi, sempre guidato da uno scopo fondamentale, quello che abbiamo illustrato sinora.

Intorno a noi ogni cosa parla di questo inseparabile compagno di viaggio. Tutto ciò che accade nel mondo, dalle capanne dei villaggi più sperduti sino ai luoghi di potere più elevati, è determinato dalla necessità di abbandonare la nostra condizione di anonimato, la più difficile da sopportare. 

Ma anche i desideri più nobili si possono corrompere o addirittura ammalare, perdendo i propri specifici limiti di velocità, uscendo dai confini dell’interesse comune. Il meccanismo si inceppa e la persona è disposta a tutto per mantenere elevato il proprio rating e la propria visibilità.  

“All’improvviso avevo realizzato di essere in mezzo a degli estranei, nessuno mi conosceva, nessuno mi guardava, era come se non esistessi perché nessuno era disposto a registrare la mia presenza, e per la prima volta in vita mia avevo realizzato che se nessuno ti vede tu non esisti”.  Sono le parole di un ragazzo istruito, appena arrivato dal Sudamerica. Era venuto a trovarmi dopo un pesante un attacco di panico che l’aveva colto mentre si trovava in una piazza affollata presso una grande città italiana. Un luogo estraneo, sconosciuto, asettico. Nessun volto amico di cui cercare lo sguardo. Quando viene meno la possibilità di “essere qualcosa per qualcuno” la nostra natura sociale perde le coordinate, rivelando aspetti che denunciano la nostra dipendenza dallo sguardo altrui. 

Una dipendenza naturale di cui è vietato vergognarsi ma che andrebbe trafficata con la giusta misura e la necessaria maturità. 

Nei giorni scorsi abbiamo appreso che l’attentato ai danni di un giovanissimo giornalista era stato messo in atto da lui stesso, parte di un disegno di valorizzazione di un ragazzo in cerca di ribalta, probabilmente posseduto da un’idea di sé molto elevata e a caccia di proporzionali riconoscimenti. 

Potremmo moltiplicare gli episodi, tutti rivelatori della nostra dipendenza dall’attenzione, una sostanza invisibile ma altrettanto potente, che molti chiedono solo per sé e non vogliano condividere con chicchessia.

In uno dei suoi ultimi scritti, quasi in secolo fa, Alfred Adler scriveva: “Se chiudiamo le nostre orecchie e non ascoltiamo le parole degli uomini, ma osserviamo le loro azioni, allora scopriamo che ognuno di essi ha dato un suo inevitabile significato alla vita, e che tutti i loro atteggiamenti, i loro modi, i loro gesti, le espressioni caratteristiche di comportamento, le ambizioni, le abitudini, i lineamenti del carattere sono in armonia con questo significato”.

Il modo in cui cerchiamo lo sguardo e l’attenzione dal nostro prossimo racconta chi siamo, e se è vero che cercare questi riconoscimenti è legittimo, anzi vitale, il modo in cui li cerchiamo ci dice se lo stiamo facendo per una giusta e naturale necessità oppure se stiamo privilegiando solo il nostro interesse. Non è la stessa cosa e non ci saranno le medesime conseguenze, dobbiamo ripeterlo a noi stessi e soprattutto ai nostri figli, se non vogliamo che rimangano vittime di dosaggi squilibrati.  

Chi desidera leggere l’intera riflessione, di seguito trova il link

https://tg24.sky.it/cronaca/2026/08/10/desiderio-di-essere-visti

2 pensieri riguardo “Il desiderio di essere visti determina la nostra intera esistenza 

  1. La sua riflessione, dottore, coglie un punto decisivo: il bisogno di essere visti orienta gran parte delle nostre azioni e ignorarlo significa non capire quasi nulla dell’animo umano. 
    L’anonimato è una ferita. E quando quella ferita brucia, anche i desideri più nobili possono deformarsi, perdere misura, trasformarsi in una corsa affannata verso la visibilità a ogni costo. Lo vediamo ovunque: nelle relazioni, nella politica, nei luoghi di potere, ma anche nelle nostre case. 

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    1. Certo, caro Gianni, come sottolinea bene, siamo immersi in un brodo di eccessi dei cui effetti in genere ci accorgiamo troppo tardi, anche nella vita pubblica, sempre intenta a caccia di nemici e di colpevoli, soprattutto tra i ragazzi, invece di aprire le ali e mettersi in cerca di risposte. Un caro saluto

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